Rizzi: Alla Lombardia serve l’autonomia e il coraggio di chiedere il residuo fiscale

di Monica Rizzi – La giunta Fontana cambia assessori, arriva una manager di chiara fama, politica di tutto rispetto come Letizia Moratti. E’ un po’ come vedere un gigante tra i nani. Ma è davvero questo il cambio di passo di cui ha bisogno la regione che traina tutto il paese?

Nell’agenda, tra le parole dei leader che osannano il cambio di marcia non si parla di autonomia, di tasse ai lombardi, di potenziamento della sanità territoriale. Un po’ di rimescolamenti, di aggiustamenti decisi dalle segreterie di partito e per i lombardi non cambierà nulla.

Sarà una presidenza monitorata, sotto osservazione. Sorvegliata speciale. Cosa possiamo aspettarci da una delle più grigie e inefficienti amministrazioni? Siamo stati surclassati dal Lazio ad agosto, quando hanno approntato il piano tamponi in aeroporto, ora Roma ha fatto il bis con il numero di vaccini somministrati. Erano in ferie ad agosto quelli che dovevano gestire Malpensa e Linate, aveva detto un dirigente della sanità lombarda. Lo erano ora i medici e gli infermieri, aveva detto giorni fa l’assessore Gallera, quello che sconfina in zona rossa facendo la corsetta e che non sa fare i conti sull’indice di contagio.

Per non parlare di altri assessori che non sanno che la gestione dei medici di base non la stabilisce Roma. Ma sono dei campioni di bravura, la squadra che avanza sarà ancora meglio. Ci tocca aspettare il voto.

Monica Rizzi – Segretario Organizzativo Federale Grande Nord

 

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