Rizzi, 7 dicembre giornata solenne, monito per i politici delle promesse continue. Ci siamo capiti

di Monica Rizzi – Il settembre scorso, ma già tanti lo avranno dimenticato, l’arcivescovo di Milano, Mario Deplini, aveva fatto delle dichiarazioni di grande portata per la politica che, di fatto, non rappresenta lo spirito ambrosiano. E siccome oggi è il 7 dicembre, credo sia il caso di riaprire l’agenda e rinverdire la memoria. Non è solo questione di reddito di cittadinanza ma di roboanti promesse di sconti, di pensioni per tutti, di tasse dimezzate per tutti.

Le dichiarazioni che seguono dicono tutto.

”I cittadini cercano più rassicurazioni ma non come una sorta di garanzia di provvedimenti di beneficenza”. Lo sottolineava l’arcivescovo di Milano Mario Delpini in un’intervista a ‘il Giornale’.

”I cittadini non sono clienti, quindi dialogo vuol dire che sono considerati cittadini anche gli uomini delle istituzioni – spiega – Il dialogo tra persone che hanno a cuore il bene comune è sempre possibile e può aiutare a uscire dalle crisi che attraversiamo. Quindi l’incontro, il dialogo e il senso di partecipazione mi pare che siano irrinunciabili in un momento come questo”.

E sulle elezioni aggiunge: ”Il mio punto di vista è che se uno è assente non può dire niente, se uno è presente può discutere, contestare, proporre. Il mio appello è di partecipare al voto, di riconoscere un progetto di società che ci sta a cuore, avere un desiderio non soltanto egoistico che la politica e l’amministrazione vengano in aiuto alle mie personali e private necessità e problemi. Ma che insieme si costruisca. Il voto è una parte essenziale di questo processo di partecipazione senza il quale la società è destinata a disgregarsi”. ”Credo che la criminalità abbia la sua radice non nella povertà ma nello smarrimento della distinzione tra bene e male – precisa – Quando uno, ad esempio, ritiene che possa fare qualunque cosa per difendere i suoi interessi o per imporre il suo potere”.

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