AI PARTITI I SOLDI, A NOI I DEBITI. MILLE LUIGI MARTINELLI!

di GIANLUCA MARCHI

 Mentre a Roma i partiti continuano a prenderci per il culo e rinviando sine die il taglio del loro finanziamento perché, ufficialmente, non si mettono d’accordo su come tagliare (in realtà sono d’accordissimo a non tagliare nulla), sul territorio ogni giorno sul territorio si consuma il dramma della gente alle prese con la crisi. Ma a loro non glie può fregà di meno…

Ieri vicenda di Romano di Lombardia si è conclusa nel modo migliore: l’uomo che si era barricato dentro l’Agenzia delle Entrate trattenendo un impiegato, dopo quasi cinque ore, ha liberato l’ostaggio e poi si è arreso alle forze dell’ordine, a cominciare dal brigadiere del paese, che a lungo avevano parlato e trattato con lui. L’uomo è Luigi Martinelli, 54 anni, residente a Calcio ma originario di Covo, centri della Bergamasca.

S’era capito subito che le intenzioni di questo piccolo imprenditore disperato non era quelle di far male a nessuno. Infatti, dopo aver fatto irruzione con un fucile e due pistole nella locale agenzia di Equitalia, aveva fatto uscire gli utenti e 14 dei 15 dipendenti presenti. Semmai quest’uomo, portato alla disperazione dalla crisi e colpito dalle continue cartelle esattoriali, era apparso più che altro intenzionato a fare male a se stesso, a farla finita. A cinquat’anni, questa sembra essere l’età dell’uomo, il senso del fallimento economico diventa fallimento di vita, e tutti i giorni o quasi assistiamo all’ecatombe di imprenditori e lavoratori che preferiscono farla finita piuttosto che pensare di andare avanti non si sa in che modo.

A Romano di Lombardia lo Stato ha risposto a questo gesto schierano teste di cuoi, reparti speciali e quant’altro: una sorta di esercito pronto annientare un cittadino disperato, manco fosse alle prese con un gruppo terroristico di Al Quaida. So che scrivendo queste parole mi attirerò la critica di molte persone e magari qualche altra attenzione, ma sento di farlo. E devo dire, in accordo con un nostro lettore che ha commentato nel pomeriggio, mi fa un po’ specie che nessuno fra i molti curiosi accorso sul luogo si sia fatto sentire per eccepire verso quella mobilitazione fuori di misura. E’ poi bastato il buonsenso di un maresciallo dei Carabinieri per fare in modo che tutto finisse senza conseguenze gravi per nessuno. Ma tant’è, questo ormai è lo Stato italiano, pronto a far vedere tutta la sua forza (che poi è una terribile debolezza) con i poveri cristi, e assente o quasi verso chi delinque in grande stile o verso l’arroganza del potere.

Non so cosa abbia spinto quest’uomo a compiere un tale gesto, finalizzato ad attirare l’attenzione sulla sua difficile situazione economica, ma io e altri che so condividere quanto sto per dire, ci auguriamo che altre dieci, cento, mille Romano di Lombardia avvengano nel prossimo futuro, rivolte senza spargimento di sangue, sia chiaro, per far capire che così non si va più avanti, che è ora di buttare per aria il tavolo, visto che i signori del potere, compresi i fatidici tecnici del governo Monti, non fanno che stringere il cappio al collo a coloro che ormai non hanno più nulla da perdere.

 

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