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Rivolta dei militari? Non diciamo stupidaggini

di PIERO LA PORTAPOLIZIA-DI-STATO-ITALIA-Milano-94

Se in Italia vi fossero dei generali, l’occupante di palazzo Chigi avrebbe già fatto le valigie. In Italia vi sono poliziotti, carabinieri e soldati, e marinai e avieri e pompieri e guardie carcerarie e finanzieri che fanno il loro dovere, recuperano profughi che portano pacchi di milioni alle cooperative e alla Caritas, danno sicurezza e minacciano la rivolta perché non sopportano d’essere pagati meno d’un quinto del commesso che porta il caffè all’occupante di palazzo Chigi. Costui, non soddisfatto d’occupare la poltrona in spregio alla Costituzione, non soddisfatto di aver depresso l’economia – esattamente l’opposto di quanto aveva promesso – non soddisfatto d’essere un buffone, sbeffeggiato dalla stampa internazionale, insulta, ricatta e bistratta la gente in divisa, portandoli a un passo dalla rivolta. Costui è stato così sciocco da gettare sul terreno da lui stesso fertilizzato un seme di rivolta che tuttavia non germoglierà mai in questo paese senza dignità. Costui e il suo compare del Viminale condividono l’impresa che non riuscì mai a nessun altro: portare i militari a un passo dalla rivolta.

La catastrofe tuttavia non ci sarà. Da tempo i militari garantiscono una spina dorsale ammosciata. Chiamano “spirito di obbedienza” ciò che sarebbe meglio definire vocazione all’accomodamento, che ai più alti livelli è gratificato con poltrone e persino un posticino alla camera, se per esempio si dà il cloroformio al Cocer.

(per continuare leggi qui: http://www.pierolaporta.it/quale-rivolta/)

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