Rimesse di denaro degli immigrati: Lombardia in testa con 1,2 miliardi

di REDAZIONE

In termini macroeconomici, le rimesse – il denaro spedito nel Paese di provenienza – dei migranti presenti in Italia costituiscono un importante fattore di sviluppo e di cooperazione internazionale in quanto contribuiscono alla crescita delle economie più arretrate e hanno un impatto molto più immediato di altre iniziative. È quanto emerge da una ricerca della Fondazione Moressa che rileva come questo denaro, aumentando il potere di acquisto delle famiglie e lasciando a loro decidere le modalità di impiego, permette di ottenere una forma di intervento più efficace dei tradizionali aiuti umanitari. Lo stato delle rimesse, per la Fondazione Moressa, nel 2013 è stata però in calo del 20% con un dato assoluto di 5,5 mld di euro. Il Lazio è la Regione che nel 2013 ha subito il più forte calo nel volume delle rimesse (-47,7%). Al primo posto si colloca invece la Lombardia con 1,18 mld di euro, seppure registri anch’essa un calo del 18,8% rispetto al 2012. Fanno registrare cali significativi anche Sicilia (-21%) e Campania (-18,1%). Roma rimane la provincia con il maggior volume di rimesse (965 mln di euro), seguita da Milano (675 mln) e Napoli (221 mln). Le maggiori rimesse sono indirizzate verso la Cina, seguita da Romania (15,7%) e Bangladesh (6,3%).

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3 Comments

  1. E di queste “fughe di capitali” nessuno parla. Per carità, io sono CONTRO gli aiuti al terzo mondo, ho visto di persona cosa vogliono dire, e a FAVORE delle rimesse degli emigrati, che veramente portano miglioramenti nel tessuto sociale dei paesi.
    Ma non mi sfugge il fatto che se un italiano esporta i soldi che si è guadagnato lavorando onestamente, è un delinquente, un senegalese è un bravo ragazzo.

    • Secondo me non è quello il punto, in fin dei conti per effettuare la rimessa si devono pagare delle tasse ne più ne meno come se un italiano facesse un bonifico verso l’estero.
      Il punto è da dove arrivano questi soldi per fare le rimesse.
      Tralasciando le attività puramente criminali basta pensare a cose molto semplici che poi ci riconducono al solito punto “perchè l’immigrato costa di meno”.
      L’immigrato che viene da noi, prima di sbarcare, già sa che se firma un contratto di affitto e non lo rispetta, prima che viene buttato fuori passano mesi, forse anni e nessuno terrà traccia dei suoi spostamenti onde evitare che possa ripetere lo stesso scherzo ai danni di un altro proprietario.
      Dove vanno a finire tutti i soldi che risparmia in quel modo ? Nelle rimesse.
      L’immigrato sa che se rimane costantemente in una situazione di nullatenenza (al più si compra un furgoncino usato per fare i suoi traffici legali e non) può tranquillamente dribblare ogni tassa, imposta e bolletta (in particolar modo queste ultime se incluse nel canone d’affitto) e nessuno gli potrà mai fare niente. In fin dei conti non siamo più ai tempi dei babilonesi dove i debiti si pagavano con la messa in schiavitù propria e dei propri figli (o meglio ci siamo ancora ma solo per noi cojones che siamo disposti ad accettarlo)
      Lui potrà tranquillamente andare da un datore di lavoro, farsi pagare di meno, avere comunque un guadagno al netto delle spese minime per vivere (ovviamente molto più basse delle nostre) e gli avanzi li spedisce giù dove il potere d’acquisto è venti volte maggiore.

      L’unica soluzione è spezzare questo circolo rispedendoli tutti indietro e creando un sistema di leggi che vengano veramente fatte rispettare anche contro i furbi nullatenenti

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