Rimborsopoli: la difesa di Stefano Galli chiama in causa i vertici della Lega

di REDAZIONE

Battaglia legale tutta interna al Carroccio. I vertici della Lega «sono corresponsabili» del modo in cui sono stati utilizzati i rimborsi spese da parte dei consiglieri regionali lombardi del movimento. È quanto sostenuto dai legali dell’ex capogruppo della Lega al Pirellone Stefano Galli, e dell’ex consigliere regionale Pierluigi Toscani, che hanno chiesto di citare in giudizio come testimoni, davanti alla Corte dei Conti lombarda, Umberto Bossi, Roberto Maroni, Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti, ai vertici del partito all’epoca dei fatti contestati. Richiesta arrivata durante l’udienza di ieri davanti ai giudici della Corte dei Conti che indagano su due consiglieri, e su un’altra ventina, con l’accusa di un danno erariale per le presunte spese sostenute con fondi pubblici. Per la difesa di Galli e Toscani, «il parterre di corresponsabilità era ampio e comprendeva i vertici del partito della Lega Nord», in quanto «è normale che i vertici nazionali e federali diano istruzioni per l’utilizzo dei fondi» al presidente del gruppo in Consiglio regionale. Il pm Alessandro Napoli si è opposto alla citazione in giudizio perchè «non ci sono elementi che comprovino un ruolo» dei vertici della Lega nella gestione dei rimborsi.

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