Rigopiano la vergogna di uno Stato che non ha mai colpevoli

“È un altro anniversario senza giustizia” per le 29 vittime di Rigopiano. Così i familiari lanciano un messaggio forte e chiaro da Farindola (Pescara) alle 16.49, ora in cui si consumò, quattro anni fa, la tragedia seguita alla valanga che travolse un resort. A confermare che è un altro anniversario senza giustizia sono davvero tanti anche perché il processo è ancora in alto mare per accertare le responsabilità di quelle morti, della valanga che travolse il resort di lusso, delle strade bloccate dalla neve sulle montagne dell’Appennino, in provincia di Pescara, il 18 gennaio 2017.Oggi per l’anniversario della tragedia, le celebrazioni sono state riadattate a causa dell’emergenza Coronavirus. Sull’area in cui sorgeva l’albergo, a Rigopiano, la presenza è stata limitata a poche persone nel rispetto delle misure di contenimento.

Nell’incontro in comune, questa mattina a Farindola, si è cercato di sbloccare il progetto del Giardino della memoria per le vittime di Rigopiano, ma si deve ancora scegliere dove collocare la statua della Madonna in marmo realizzata dallo scultore sardo Mario Mula, e donata quattro anni fa a Farindola dal comune di Orosei (Nuoro).Per l’accertamento delle responsabilità siamo ancora agli inizi con diversi procedimenti riuniti dopo metà settembre. Nel procedimento principale sono 25 gli imputati, accusati, a vario titolo, di omicidio colposo plurimo, disastro colposo plurimo, lesioni e falso in atto pubblico. Nell’inchiesta bis, nata anche grazie al lavoro d’inchiesta di alcuni giornalisti del Tg3 Abruzzo, le accuse per i sette imputati sono di frode processuale e depistaggio. Con la pandemia, da marzo, sono saltate le udienze per circa 6 mesi. A settembre si è ripartiti a rilento anche a causa di problemi tecnici che, soprattutto ad ottobre, hanno reso difficile seguire le singole udienze contemporaneamente da 5 aule differenti, nel rispetto delle norme anti-contagio. Un terzo procedimento per falso e calunnia si è aperto la scorsa estate, sarebbe il Rigopiano ter.

Sono più di 30 gli imputati e non si sa ancora nemmeno quanti di loro chiederanno il rito abbreviato, forse all’udienza del 5 marzo. “Noi non viviamo, sopravviviamo” dicono alcuni genitori delle vittime che sperano in una giustizia.

 

Unica sentenza? Ha portato all’ammenda di 4.650 euro comminata ad Alessio Feniello, padre di una delle vittime, che nel 2018 ha violato i sigilli dell’albergo in rovina per deporre un mazzo di fiori, ed è stato sorpreso dai Carabinieri.

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