Riforme elettorali, i grillini e Grillo calato dall’alto

di DANIELE VITTORIO COMERO

A inizio settimana sembrava che per Beppe Grillo la strada fosse segnata.E’ necessario tornare immediatamente alle elezioni e poi, se governerà il M5S, cambiare in senso democratico la legge elettorale, farla approvare da un referendum e incardinarla in Costituzione“. Le possibilità di modificare il sistema di voto sono nulle: “C’è forse qualche anima bella che crede di poterla cambiare con chi non ha mosso un dito in otto anni e che vorrebbe una Repubblica presidenziale con il Parlamento ridotto a uno stuoino?“.
Dopo pochi giorni il premier Letta, rinvigorito dalla scaltra mossa sull’IMU, parla anche delle prossime iniziative del governo e in particolare della riforma del «porcellum»: “È uno dei guai principali del nostro Paese“. Dopo di che annuncia  che sia la parte delle riforme costituzionali, sia la parte dalla riforma elettorale, saranno i temi prioritari dell’autunno. “Ci sarà una accelerazione – precisa -. La settimana prossima verrà affrontato il nodo della riforma costituzionale. Uno dei problemi italiani sono le istituzioni che non riescono a decidere”.

Ieri sull’Unità è apparsa l’intervista al senatore Battista del M5S: “L’abolizione del Porcellum è tra i 20 punti del nostro programma, in particolare la scelta dei parlamentari da parte dei cittadini. Per questo è assurda l’idea di tornare al voto con l’attuale legge elettorale”. Il giornalista gli chiede conto del fatto che Grillo vuole le urne subito, e con il Porcellum. Risponde Battista: “Quando si ragiona di legge elettorale non bisogna mettere davanti a tutto i tornaconti del proprio partito o movimento. Una nuova legge deve servire a restituire ai cittadini la scelta degli eletti e dare stabilità alla maggioranza che esce vincitrice dalle urne. E questo deve valere in primo luogo per una forza come la nostra, che non è uno dei vecchi partiti. Se il M5S deve vincere lo farà con qualsiasi legge elettorale».
L’intervistatore lo stuzzica dicendogli che Lui però sulla legge elettorale decide, nemmeno consulta i senatori… Risponde piccato: ”In questo caso è lui che non sta seguendo il programma del movimento, i 20 punti. E ricordo che noi siamo un movimento dal basso, e dunque la via maestra è quella di un referendum online”.
E’ evidente il disagio per il modo con il quale Grillo sta affrontando la questione. I deputati e senatori del M5S si lamentano della scarsa condivisione nelle decisioni, che di fatto arrivano tramite il blog, imposte  dall’alto.

La riforma della legge elettorale incalza: il 3 settembre la commissione Affari Costituzionali del Senato si dovrebbe riunire per avviare l’esame. Sul tavolo ci sono sette disegni di legge, nessuno a firma del Movimento 5 stelle, e per ora sono tutti in ordine sparso.

La paura di molti grillini è che PD e PDL si mettano d’accordo per un “super Porcellum”. In ogni caso, c’è la sensazione che il governo Letta non cadrà in tempi rapidi. Ci sono troppi interessi in gioco. Che non sono quelli della maggioranza degli italiani.

 

 

 

 

 

 

 

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2 Comments

  1. Il premier Letta, ogni giorno che passa, acquisisce sempre di più la padronanza del governo, ma contestualmente acquisisce sempre di più, anche la dimestichezza con con la quale rifila balle agli italiani. Infervorato dai successi inesistenti ottenuti, si divide in compagnia del Pdl le medaglie fin qui ottenute e getta nel paniere delle prossime riforme inutili fa fare anche quella della legge elettorale e della modifica costituzionale. Alla luce di ciò, il governo sembra aver conquistato una maggiore stabilità, che in fondo era la vera prioritá del primo ministro, per tpoter esercitare una maggiore forza sulle richieste inviate alla Ue nel bel mezzo della campagna elettorale tedesca. Infatti, l’Idea di Letta sarebbe quella di incunearsi nella diatriba del nuovo partito tedesco anti euro, in quanto favorevole al ritorno delle monete nazionali. In sostanza, questo partito tedesco nato da imprenditori contrari alle politiche economiche della Merkel, grazie ad una certo consenso sui sondaggi pubblicati di recente,potrebbe condizionare la rielezione della Cancelliera, la quale potrebbe poi rivedere i parametri sui patti di stabilità e favorire anche lo sforamento sul debito fissato entro il tre per cento. Questo è il vero obbietivo di risanamento che hanno in testa, ovvero quello di sforare il patto di stabilità per finanziare il fabbisogno pubblico ed aumentare ncora di più quei 2074 mld del debito nazionale. Se la Germania intende forzare la sua uscita dall’euro a causa di una crezcita insufficiente per poter sostenere il loro sviluppo sociale, tema dirompente impugnato in campagna elettorale dal neonato partito antieuropeo sopracitato, ecco che i disegno della Ue sarebbe già da archiviare e il ripristino a pieno titolo delle sovranità dei singoli Stati, diverrebbe inevitabile. In Italia si salverebbe la vecchia politica e tutta la classe dirigente,invece agli italiani spetterebbe una bella svalutazione della propria moneta e la conseguente povertà, con l’aggravante di veder sfumate tutte le possibilità di riformare il Paese.

  2. Grillo si sta prendendo troppo sul serio.
    Nessuno gli ha chiesto soluzioni.
    Chi lo ha votato, come me, vuole solo che apra lo stato come una scatola di sardine.
    Poi, per le soluzioni, ci si arrangia.

    Di certo Grillo e 5 stelle non sono alfieri di liberalismo o di libertarismo.
    Parlano troppo di democrazia , e poco o nulla di libertà.
    Chi si riempie la bocca del termine “democrazia” , per me è un delinquente.

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