Io faccio il pieno in Svizzera

di IRENE FRANCESCONI GALLIPOMPA BENZINA

Circola la notizia, sui media svizzeri, di un rincaro. Ma è talmente fuori discussione, che nessuno ha osato criticarlo. D’altra parte, i balzelli fiscali sulla benzina nei cantoni non sono che un ricordo molto sbiadito e l’annuncio di un costo più alto, dopo 40 anni, quasi non fa notizia. Ed ecco l’annuncio: fra i 5 e i 7 centesimi al litro, al posto dei 12-15 preannunciati in febbraio. Sono questi i rincari previsti per il prezzo dei carburanti, viste le necessità di finanziamento per il Fondo unico per le strade nazionali (FOSTRA). A illustrarli è stato nello scorso fine settimana il Governo, al termine della procedura di consultazione in materia. Secondo l’Esecutivo, si legge ancora sulla stampa svizzera, l’aumento del prelievo fiscale è “una misura sostenibile”, sia perché esso è rimasto immutato dal 1974, senza adeguamenti all’inflazione, sia perché gli oneri per i conducenti sono di fatto diminuiti grazie ai minori consumi dei veicoli.

Robe dell’altro mondo, per chi è abituato, come noi, ad essere tassato per ogni chilometro trascorso, come se il diritto alla mobilità fosse un privilegio e una prova di avere o produrre reddito.

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