Renzi, tutto chiacchiere e tasse per altri 20 anni

renzi nuova dcdi ANDREA CARLO MONTI

Renzi ha parlato. La riunione della direzione del PD, radunato sul luogo del delitto, ha portato a galla parecchi temi importanti…Ma certo se vogliamo parlare di cose serie e non delle solite ciance della mandria “democratica” possiamo concentrarci sul Renzi show, in diretta dal nazareno, diretto a chiunque abbia ancora la pazienza per ascoltare le vane parole di un uomo vuoto, ma a suo modo divertente.

Non citerò le parole esatte, sforzo inutile nel momento in cui una parola vale l’altra, ma aggiriamoci intorno ai temi trattati ed analizziamo argomento per argomento il discorso del Premier, raffrontandolo con la dimensione a lui più sgradita, quella della realtà dei fatti.

 

Le riforme

Il bastone della vecchiaia del fiorentino più famoso dai tempi del Magnifico; Renzi ha ribadito con forza la sua disponibilità a parlare e discutere queste fantomatiche riforme. Ma Renzi teme la propria ombra ed è disposto a parlare solo nel momento in cui la discussione non si trasformi in una pericolosa opposizione. Opposizione! Davvero quest’uomo nato e cresciuto nella politica non afferra il concetto stesso del suo mestiere, quello del compromesso; le opposizioni lo turbano nel profondo del suo cuore nero, non lo lasciano dormire la notte, perché lui prova e riprova a concepirle come strumento democratico, ma proprio non vi riesce. Accetta un dialogo sterile, poiché come ripete ossessivamente non può farsi fermare nel tentativo di portare a casa le riforme.

Dotato di un cervello a molla, bisognoso di ricariche giornaliere, il Premier addirittura si è esibito in un latinismo vano quasi a livelli Lotitiani, scagliandosi contro il “do ut des”, ritenuto inaccettabile e pericoloso -ovviamente persino i più ottusi sapranno riconoscere che nel concetto di “dare e avere” applicato con correttezza non c’è nulla di pericoloso o malsano, è semplicemente la base della società civilizzata-.

Sempre nello spirito dispotico di chi pensa di poter fare le regole, Renzi non si lascia sfuggire l’occasione di lamentarsi dell’ostruzionismo e del diritto di veto, affermando che  quello che è uno strumento perfettamente sia inaccettabile. Come se fosse lui a decidere. Il Pd è disposto a sedersi al tavolo dunque, ma solo con chi è già d’accordo e non si faccia venire in mente la malsana idea di dire no.

 

Forza Italia

Ormai il sottile sussurro rivolto al cadavere del bel paese, racconta più il delirante degrado del livello raggiunto dalla politica italiana. Ciononostante Renzi non dimentica le vecchie passioni, rivolgendo una frecciatina quando afferma che il governo andrà avanti con o senza di loro (sul con deve ancora parecchie spiegazioni) fino al 2018.

Bene ciò detto passiamo avanti….se non fosse per un piccolo particolare insignificante… Brunetta e altri, sia dentro che fuori FI, auspicano le elezioni anticipate, tutti le aspettiamo con un po’ di tensione ormai, tutti desideriamo eleggere i nostri rappresentati.

Ma no! Non il prode ex sindaco di Firenze, sempre pronto a vantarsi del miserevole risultato delle elezioni europee -che per coloro che riescono a mettere insieme con logica più di due concetti consecutivi risultano ormai chiaramente la classica maialata populista- e fino a poco tempo fa baluardo di queste maledette elezioni, oggi improvvisamente ha paura, una paura incontrollabile, e proietta il suo mandato già verso il 2018, senza chiedere a nessuno. Per fare un paragone molto terra terra, sarebbe come se un ospite già malvoluto dal padrone di casa decidesse in autonomia non solo di rimanere fino a data da destinarsi, ma pretende di mettere anche mano ai mobili ed imbiancare tutto a suo gradimento. Ovviamente le bollette ed eventuali spese spetteranno sempre all’ospitante, che non dovrà permettersi di fare opposizione o lamentarsi, che si sa, non sta bene. Maledetto gufo!

 

Mattarella

Un’arbitro imparziale – quantomeno a detta di chi lo a messo li, il che conforta no?- am poco utile finche non scende in campo; Renzi d’altro canto ama le figure retoriche e già si vede con la casacchina DC…pardon PD, a giocare i palloni filtranti delle riforme. Lui dice che il suo partito aiuterà il Presidente della Repubblica nell’arduo compito di annuire veementemente alle mirabolanti carte da firmare che dovrà…firmare…beh si è lì per quello, sospendiamo l’illusione per un attimo e rendiamoci conto che Mattarella nessuno fu e nessuno sarà.

Poi, dato che di lamentarsi non ha mai noia, ricorda come quella che ha portato al colle Mattarella sia stata una votazione sofferta, che ha persino spaccato i patti per “questioni di metodo”. Sappiamo che non è così, sappiamo che non sarà cosi, ma dobbiamo ricordare anche che adesso il Premier parla apertamente di patti che negava fino a poco fa, patti che non dovrebbero esistere tra forze votate per farsi opposizione e soprattutto ricordiamo come il Premier abbia ignorato la volontà popolare di un elezione diretta, o quantomeno di un presidente davvero imparziale, non il solito democratico cattolico riscaldato.

 

La ripresa

Dopo la “ripresina” ci sarà la ripresa, o per dirla con le meravigliose parole di Renzi, un prolungato periodo di bel tempo. Ceeeeerto.

La ripresa è fisiologica, non dipende dal governo, nonostante lo sfacciato sfoggio di riforme e promesse che anche oggi ha accompagnato la discussione, e dovremo vedere dove condurrà questo periodo di bel tempo. Se la strada traccia la direzione di un sistema fiscale ancora più aberrante, di un’impunità ancora più straziante delle banche e degli agenti della finanza…beh preferivo stare nella confortevole conca della depressione. Ragionamo un poco sul fatto che stanno abilmente evitando le pressanti riforme civili e sociali per ringalluzzire ancora, di nuovo, per l’ennesima volta un sistema economico votato alla desertificazione della classe medio/bassa, di un accentramento della ricchezza ben poco democratico.

 

La Grecia

Qui voglio citare. “L’assunto da cui Tsipras si è mosso è comprensibile: ha vinto elezioni…” direi basta, qui già Renzi si spinge in territorio straniero, dove ci sono elezioni vere che vanno persino vinte… non sa già più di cosa sta parlando.

Unioni Civili

Argomento scottante su cui il Premier stranamente cerca appoggio ed un punto di equilibrio fra “Loro” e gli “Altri”. Premesso che questi “Altri” davvero non si sa chi siano e soprattutto che il 20 febbraio scade il temine in Senato per gli emendamenti, Renzi forse non riconosce nella questione sulle unioni civili la classica conclusione “Si o No”. Non c’è molto spazio per l’equilibrio….Ti puoi sposare ma non troppo, solo un pochetto…ecco così…no un po’ meno, un po’ più a sinistra, un passo a destra, ecco perfetto!

 

Le antiche promesse, scuola

Sulla riforma della scuola il premier ha assicurato che per fine febbraio saranno sguinzagliati un provvedimento d’urgenza ed un ddl delega. Certo di legiferare sul serio non se ne parla, la faretra dei ddl è ancora bella piena. Sul provvedimento d’urgenza semplicemente non voglio commentare, il secchio d’acqua sulle ceneri fumanti della casa in fiamme.

La riforma della Rai

E’ effettivamente più interessante, non perché ci sia qualcosa di credibile in quello che ha detto, bensì su cosa ha detto nello specifico. Affermando che la Rai diventerà l’azienda più competitiva d’Europa per offerta culturale, per passare alla riorganizzazione totale degli asset societari, per esprimere tramite la Rai l’Italia nel Mondo. Bene bene… sorvolando il futuro primato della Rai sull’offerta culturale, dove credo ci sia poco da dire, e nel caso basterà chiedere alla BBC cosa ne pensa; la riorganizzazione dell’organismo Rai per promuovere la vera natura dell’Italia nel mondo non credo sia necessario….

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