Renzi punta alla premiership e già spara la sua prima fesseria

di FABRIZIO DAL COL

Giovane, pimpante e determinato:  queste sono le caratteristiche del Sindaco di Firenze Matteo Renzi. Il Sindaco fiorentino sente già il profumo di candidatura a premier e anche se il Pd tenta di far passare sotto traccia le sue performance politiche di questi giorni, l’interessato, pur di agguantare la presidenza del Consiglio,  spara a zero sui rimborsi elettorali e fa a sportellate con Bersani. Intanto, l’apparato del Pd tace e i vari Veltroni, D’Alema, Bindi, Letta, Franceschini, ovvero quel mezzo vertice di partito che fino a ieri si fregava le mani per la vittoria scontata delle elezioni, nonostante il mancato raggiungimento della maggioranza al Senato, dovuto in buona parte dal M5S, tenendo aperte le porte ai Grillini crede di poter ancora conseguire con loro un accordo.

Detto ciò, il sopra citato mezzo vertice ha deciso di serrare le fila intorno a Bersani e lo ha fatto in quanto consapevole che, per salvare un partito ormai finito allo sbando totale, il recalcitrante Renzi potrebbe incanalare i voti interni dei delusi  e spazzarlo via definitamente. In tutto questo bailamme interno al partito dove l’apparato continua a pensare di farla da padrone, Renzi si muove invece con una certa energia  e senza paura di scontrarsi con i Titani del mezzo vertice in quanto è ormai consapevole che l’esperienza Bersani sia  arrivata al capolinea. Insomma, per il Sindaco di Firenze si tratterebbe solo di una questione di tempo, e dopo che si saranno conclusi i lavori  per avviare la fase politica governativa, prenderà il toro per le corna e chiederà un nuovo congresso del partito, allo scopo di avviare quella fase di rottamazione del “cerchio magico” targato Pd rimasta ancora in sospeso.

In sostanza il Sindaco fiorentino si sente già il candidato naturale alla guida del partito e, ostentando la quasi certezza di nuove elezioni politiche ravvicinate, si propone ora anche per la possibile premiership. In pratica il giovane Renzi sa che è giunta la sua opportunità, ma come sappiamo l’esercizio del potere molto spesso abbaglia e fa sbagliare le cose più elementari tanto che la sua recente dichiarazione  in risposta a Grillo ne è già un pessimo esempio: “Il reddito di cittadinanza, che qualcuno confonde con il reddito minimo garantito, è la negazione dell’articolo 1 della Costituzione”.  Renzi, nel suo intervento di saluto ai partecipanti all’assemblea nazionale della Compagnia delle Opere. “Il reddito minimo garantito – ha sottolineato – e’ una cosa seria che c’è in tutta Europa, ma il reddito di cittadinanza è basato sull’idea che se non lavori ti do un sussidio. Le imprese non chiedono sussidi allo Stato, ma libertà in cambio di responsabilità”. Queste le parole di Renzi.  Insomma, per lui il reddito di cittadinanza sarebbe una negazione dell’art. 1 della Costituzione, mentre invece il minimo garantito sarebbe tutt’altro, ovvero una cosa seria che c’è in tutta Europa. Forse sarebbe il caso che Renzi si chiarisse le idee, dato che un conto è essere un residente e un altro è essere un Cittadino residente, e siccome ricopre la carica di Sindaco dovrebbe ben  conoscerne la differenza.  In sostanza, per Grillo solo con la Cittadinanza (e la residenza ) puoi avere” Il reddito di Cittadinanza”,  mentre Renzi confonde il reddito di Cittadinanza con il “reddito minimo garantito”  e crede che il reddito di Cittadinanza sarebbe basato solo sull’idea che se non lavori puoi avere il “sussidio”: una vera e propria fesseria.

Una domanda a Renzi è d’obbligo: lui, aspirante premier, sa che in quasi tutti gli Stati d’ Europa l’ufficio del lavoro comunale competente propone una occupazione e, se la stessa non piace, ci si può  rifiutare per due sole volte, perché alla terza opportunità rigettata si perde subito il reddito minimo? Inoltre negli stessi Paesi Europei il reddito di Cittadinanza prevede il sostegno finanziario per un certo periodo e non si traduce affatto nell’idea  che se non lavori ti do ugualmente un sussidio.

 

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