Renzi, perché non mandi l’esercito ai confini?

di BENEDETTA BAIOCCHI

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Lo avevamo scritto già nell’aprile scorso ai primi vertici sul nulla da fare europeo per arginare l’onda migratoria. Infatti poi arrivarono i muri, i fili spinati, i dinieghi, i respingimenti. La Merkel ora sta rispedendo i siriani al mittente mentre l’Italia non ha ancora visto i benefici di un presunto piano di quote europee per alleggerirle il carico. Umano, sociale, economico. Allora come oggi è e resta un fallimento. Il documento dei professori europei diceva che  “la nostra priorità immediata è evitare altre morti in mare”. Morale?

Muoiono come quaglie del tiro al piattello.

Ieri  come oggi torna d’attualità quando scrisse in un editoriale su Sussidiario, l’ex ministro della Difesa, Mario Mauro. Lo vogliamo rileggere.

“L’Unione Europea da anni autorizza vere e proprie operazioni militari in tutto il mondo per combattere la pirateria in difesa del sacro principio di libera circolazione delle merci e di accordi internazionali miliardari”. Ma chi ha visto un impegno per “una vera azione militare sulle coste della Libia”? “Senza annunci e senza giustificazioni. Quelle sono rese più che evidenti da una situazione di emergenza assoluta. Epocale”. Intervenire militarmente contro l’esodo gestito dalla mafia.

 

L’Osservatore romano in prima pagina titolava pure così:  “Avanti divisi”. “Eppure – si leggeva sul quotidiano della Santa Sede – il Governo italiano ha salutato con favore anche questo primo e timido passo: l’Ue si impegna a triplicare i fondi per la missione Triton – arrivando però a spendere in tutto quello che la sola Italia ha speso per l’operazione Mare Nostrum – salvo poi portare i profughi nel Paese più vicino, quindi di nuovo l’Italia”.
E la fondazione Migrantes: “L’Europa ha dimostrato che ci si può sedere attorno ad un tavolo per affrontare un problema che riguarda tutti però non ha avuto il coraggio di andare fino in fondo”, afferma il presidente, il cardinale di Agrigento Francesco Montenegro.

E, ancora: “L’Unione Europea ancora una volta non ha messo al primo posto la necessità di salvare la vita a persone in fuga da guerre e persecuzioni”, afferma il Jesuit Refugee Service. Il centro Astalli, a Roma, definisce “incredibilmente deludenti” i risultati della riunione straordinaria del Consiglio d’Europa.

Così ancora Mario Mauro:

“Le operazioni di salvataggio devono servire appunto a salvare delle vite. Non a recuperare cadaveri in mare. E salvare la vita a quelle migliaia di disperati significa non permettere loro di partire. E significa soprattutto che l’Unione Europea deve tirare fuori quel coraggio che da troppo tempo dimostra di non avere. Troppo generico, come spesso accade, il documento finale. Ciò significa soltanto che l’Italia non ha saputo far comprendere a tutti gli Stati europei qual è la posta in gioco e che cosa rischia il Vecchio continente se ognuno di loro non percepisce la minaccia dei confini italiani come la minaccia alla propria capitale, alla propria identità e alla propria storia. Non si tratta di erigere un muro di Berlino in Sicilia. Non si tratta di eliminare un fenomeno ineludibile come quello dell’immigrazione. Si tratta di agire tutti insieme e combattere una guerra, forse un po’ atipica, ma pur sempre una guerra, contro criminali senza scrupoli che hanno già mietuto migliaia di vittime”.

Due obiettivi in uno: salvare le vite, difendere i confini.

“Prendere misure sistematiche per individuare, fermare e distruggere le imbarcazioni prima che siano usate dai trafficanti”. Questo c’è scritto nelle conclusioni del vertice Ue. Ma queste non sono cose che si annunciano. Non servono più vertici, accordi e comunicati stampa. Serve un’azione militare coperta molto simile a quella compiuta vent’anni fa dal nostro Raggruppamento subacquei e incursori sulle coste dell’Albania nella quale riuscimmo a distruggere rapidamente numerosissime imbarcazioni utilizzate dagli scafisti. E per una volta, almeno per una volta (in barba alle regole non scritte della politica), per amore della vita dei migranti trattati come bestie, Renzi ci faccia il sacrosanto piacere di stare zitto e dare ai nostri militari l’ordine di partire”.

 

 

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