Renzi è già al lavoro, ecco i ministri papabili per il governo

di REDAZIONE

Se e quando il presidente della Repubblica gli affidera’ l’incarico di formare il governo, Matteo Renzi non si fara’ trovare impreparato neppure sulla lista dei possibili ministri. Da qualche giorno gia’ si ragiona e circolano nomi, anche se tutti danno per certo che il segretario terra’ aperta fino all’ultimo l’elenco che – e anche questo e’ dato per scontato – sara’ rigorosamente all’insegna della parita’ di genere o addirittura con piu’ donne.  Da decidere ancora, per esempio, i numeri dei dicasteri. Renzi vorrebbe mantenersi sul minimo di 13, ma vi sono difficolta’ tecniche che potrebbero portare ad ampliare la rosa. Ridurre i ministeri implica accorpamenti che pero’ complicano l’operativita’ immediata e vista l’intenzione del segretario di partire subito a pieno regime potrebbe mantenere l’assetto dell’esecutivo Letta. E quella di fare in fretta e’ una preoccupazione molto sentita perche’ di la’ dal consenso quasi unanime nel partito al governo Renzi la pressione che viene da fuori e’ fortissima e dunque si ritiene indispensabile aprire subito il cantiere dei provvedimenti.

Quanto alle quote, nell’ipotesi minima 5 ministeri spetterebbero al Pd, 2 a Scelta civica e altrettanti a Ncd con Angelino Alfano che potrebbe tornare vicepremier ma senza deleghe. Poi ci sarebbero 3 ‘fuori quota’, personalita’ di varia estrazione che Renzi e’ intenzionato a coinvolgere.

Nella compagine Pd si parla di una conferma di Dario Franceschini, indicato per il ministero dell’Interno, dopo che sarebbe tramontata l’ipotesi di chiamare al governo Laura Boldrini e dunque di una staffetta alla presidenza della Camera.  Insistente poi la voce di Maria Elena Boschi alle Riforme. Ai Rapporti con il Parlamento potrebbe andare Roberto Giachetti, posto considerato eventualmente adatto anche Paolo Gentiloni che pero’ ha alle spalle diversi incarichi da ministro che striderebbero con l’impronta di novita’ che il leader del Pd vuole dare. Comunque ufficiale di collegamento tra palazzo Chigi e Camere dovrebbe essere, e’ questo il consiglio che da piu’ parte e’ stato dato a Letta, un esponente Pd.

La rosa dei papabili Pd, soprattutto se si dovesse andare a una squadra piu’ grande, comprende anche Giorgio Tonini, spendibile in diversi ruoli compreso il Welfare. In quota non renziana, Guglielmo Epifani potrebbe andare al Lavoro. Andrea Orlando dovrebbe restare all’Ambiente, ma circola anche il nome di Ermete Realacci. La sua conferma, in quota ‘giovani turchi’, escluderebbe Matteo Orfini dalla corsa per il ministero della Cultura. Il ministero della Difesa dovrebbe essere al femminile. In corsa c’e’ l’attuale sottosegretario Roberta Pinotti, ma dalla segreteria Renzi potrebbe pescare Federica Mogherini o Pina Picierno.

Il delicato ruolo di sottosegretario alla presidenza del Consiglio dovrebbe andare a Graziano Delrio; il suo nome era stato fatto anche per l’Interno nell’ipotesi che sottosegretario potesse diventare Lorenzo Guerini. L’attuale portavoce della segreteria resterebbe pero’ a reggere il partito insieme con Luca Lotti.

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