Renzi a Belluno, chi protesta non deve farsi vedere…

i-renzini-le-praline-dell-ovvio-di-matteo di Massimo Vidori* – E’ arrivato a Belluno con 60 minuti di ritardo e come noi del Canton Dolomiti abbiamo estratto i nostri cartelloni ci hanno raggiunto una decina di solerti tra Carabinieri ed agenti Digos. Ci siamo identificati ed abbiamo piacevolmente conversato, tenuti accuratamente fuori dal privatissimo parcheggio della sede della cooperativa Società Nuova a Borgo Piave.

 

Nei miei viaggi catalani ho imparato ad apprezzare il socialismo indipendentista locale, che ha sensibilità e competenza sociale simile a quella cubana. Proprio per questo mi chiedo cosa avessero da condividere con il segretario del PD i bellunesi presenti? Nel corso del suo mandato a Primo Ministro è stata promulgata ed ha preso avvio la legge Delrio che ha spolpato la Provincia uccidendola amministrativamente. Quei soavi “Ciao Matteo!”, mentre egli saliva sulla blindata con doppia scorta andandosene, cosa potevano rappresentare se non il chiocciare della “gallina di Stalin”?

 

Chiudo da pragmatico Dolomitico bellunese e mi chiedo: dove finirà la parcella per il servizio di O.P. (ordine pubblico) dei tanti agenti sotto-pagati presenti? Andrà anch’essa nella voce di conto del referendum per l’autonomia del Veneto? Certo che no… ma allora chi pagherà? Sempre lu… Pantalon!

 

*Massimo Vidori, Canton Dolomiti, Indipendenza Veneta

 

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