Regione Siciliana: 20 miliardi di buco e 59 mila dipendenti. Tutto normale!

di GIANLUCA MARCHI

La relazione è fresca fresca, datata 25 luglio. La Corte dei Conti ha fatto i… conti alla Regione Siciliana e c’è da ridere, se non da piangere. Partiamo da due dati macroscopici che più o meno erano già usciti nei giorni scorsi, quando fu lanciato l’allarme su un possibile default dell’isola. A fine 2011 il debito della Regione ammonta a 5,3 miliardi di euro, ma quello che più preoccupa i togati della Corte dei Conti sono i cosiddetti “residui attivi”, cioè poste di bilancio che in alcuni casi risalgono anche agli anni Novanta, ma che sono difficilmente esigibili: in altre parole sono quattrini che in gran parte non entraranno mai nelle casse regionali, ma che continuano a essere messi a bilancio, e in definitiva rappresentano un ulteriore buco. E che buco! A inizio 2011 ammontavano 15 miliardi e 372 milioni, ma durante l’anno passato sono aumentati di oltre il 2%, quindi alla bella cifretta bisogna aggiungere altri 300 milioni di euro. Se la Regione Siciliana fosse un’azienda normale, diremmo tutti che ha un buco superiore ai 20 miliardi di euro… Ma state certi che subito si alzeranno i lamenti che ci accuseranno di sbagliare e sosterranno che le cose non sono così. Andate a raccontarlo ai magistrati contabili…

Fatto questo quadretto di una realtà in dissesto, che nel 2012 è stata costretta a ricorrere ad altri mutui per far fronte alle varie esigenze imposte dalle manovre del governo, quello che fa impressione è scorrere il capitolo intitolato “Il costo del personale”. Immaginavamo delle cifre da capogiro, ma la realtà è ancora peggio. Cominciamo col dire che nel corso del 2011 sono stati stabilizzati 4857 precari, vale a dire sono stati assunti a tempo indeterminato. Così il personale regionale è salito da 13.205 a 17.995 a cui vanno aggiunti altri 717 dipendenti comandati in altre istituzioni e altri 2.293 a tempo determinato. Così il totale a oggi dei dipendenti regionali supera quota 20 mila, anzi arriva vicino a 21 mila, con una spesa annua che va oltre il miliardo di euro.

Il dato però non comprende il personale cosiddetto “non regionale”, ma il cui costo grava sulle casse della Regione: parliamo del personale stagionale forestale che ammonta a 24 mila unità destinate a lavori di sistemazione idraulico-forestali e di altre 7 mila unità impiegate nel servizio antincendi e per le quali, scrive la Corte dei Conti, è prevista una prossima stabilizzazione, vale a dire diventeranno dipendenti a tempo indeterminato. Elevatissimo è il numero dei dirigenti in servizio: a fine 2011 erano 1.905 con una incidenza del 10,6% sul totale del personale, rispetto al 4,6% delle altre Regioni a statuto speciale e del 5,8% per quelle ordinarie.

Dunque, riassumendo: i dipendenti diretti sono circa 21 mila, a cui vanno aggiunti altri 31 mila dipendenti “non regionali” ma pagati dalla Regione, per un totale di 52 mila. Il costo: le retribuzioni valgono 812,231 milioni di euro, a cui si devono aggiungere 268.195 milioni per gli oneri sociali, spesucce varie per oltre 3 milioni di euro e se vi aggiungiamo gli oneri per il personale in pensione pari a 639,779 milioni di euro, la voce personale (presente e in quiescenza) della Regione Siciliana ammonta a 1 miliardo e 724 milioni di euro.

Ma non è proprio finita. Sull’isola ci sono ben 33 società regionali, di cui 22 hanno il bilancio in deficit e 11 in attivo. Ebbene questa schiera di sigle assomma circa altri 7 mila dipendenti. Quindi, per concludere, intorno alla Regione Siciliana vive un esercito di 59 mila persone.

E adesso qualcuno ci verrà a raccontare che è tutta colpa dell’oro depredato 150 anni fa…

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