Il Ticino liquida la Regio Insubrica: inconcludente…

euregiodi BRUNO DETASSIS

Fin troppo sulla carta, il resto parole e politica, un progetto di spartizione del potere. Vista dal Ticino (solo dal Ticino?) la Regio Insubrica è una scatola all’italiana, ovvero una prospettiva senza concretezza. Da qui l’idea e la volontà di finire l’esperienza che ha creato una  comunità di lavoro transfrontaliera tra ticinesi confinanti e le province italiane limitrofe.

Insomma, disinteresse, incapacità di incidere e tutto quel che si vuole… Tanto più che di politiche attive, per questo ente sovraprovinciale, non se ne sente parlare da un po’.

Intanto il   29 settembre a Varese l’organismo si riunirà in assemblea straordinaria, all’ordine del giorno c’è la nascita di un Gruppo europeo di cooperazione territoriale con province lombarde e piemontesi e il canton Ticino, sulla scorta dell’esperienza tra la Provincia autonoma di Trento e il Tirolo austriaco. Intanto si avvicina il requiem per la Regio Insubrica, con qualche grana però burocratica da affrontare, visto che la Regio ha sede a Balerna, ma il nuovo organismo dovrebbe avere sede nella Ue. Diritto svizzero versus diritto comunitario.

Ma a tutto c’è rimedio.

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1 Comment

  1. “Regio Insubrica ” è uno strafalcione in tutti i sensi. Storicamente non è mai esistito un territorio così nominato, lingusticamente è un latino che il mio vecchio professore avrebbe bocciato con un 2. Se proprio vogliamo, si dica Regio Insubris: Ma l’abbiamo inventata noi, esistevano i Galli Insubres, non una regione chiamata Insubria.

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