Referendum Veneto: compiuto un passo, ma ora attenti alle trappole

di GIANLUCA MARCHI

Dunque il Consiglio regionale del Veneto, dopo sei mesi di sonno profondo, ieri si è dato una mossa e in Commissione affari istituzionali sono stati votati sia il progetto di legge n. 342 che prevede un referendum consultivo per l’indipendenza, sia il pdl 392 che parla di maggiore autonomia e prevede un referendum sul Veneto Regione a statuto speciale. Per il presidente  Luca Zaia il voto  «permetterà ai consiglieri regionali di discutere di questi due provvedimenti». «Io mi auguro – ha aggiunto – che si arrivi rapidamente all’approvazione della legge per l’indizione del referendum, dopodiché inizieremo il nostro confronto giuridico a livello nazionale».

Bene, un passo avanti è stato compiuto e sul fatto che tutto ciò sia avvenuto adesso pesa anche la pressione esercitata sulla politica veneta dal referendum digitale organizzato di recente da Plebiscito.eu.  E tuttavia bisogna dire ben chiaro che si tratta di un passo per il momento solo parziale, non ancora capace di assicurare che il fieno sia stato messo in cascina. Per arrivare a garantire ai cittadini veneti il sacrosanto diritto di esprimersi sul loro futuro il percorso è ancora difficile, carico di insidie e anche di possibili confusioni. Confusioni che le parole di Zaia sopra riportate non aiutano a diradare. Il referendum di cui parla il governatore è quello per l’indipendenza previsto dal pdl 342 o quello a sostegno dell’autonomia stabilito dal pdl 392 (presentato da due consiglieri di Ncd)? Le due ipotesi non sono affatto sovrapponibili, prevedono sbocchi completamente diversi e la sensazione è che il percorso autonomista possa finire per essere un surrogato di quello indipendentista (che in tanti hanno ancora troppa paura di imboccare), dietro il quale in molti si vorrebbero nascondere.

Non per nulla Luca Azzano Cantarutti, che del Pdl 342 è stato uno degli alfieri pur non siedendo in Consiglio regionale, ha messo in guardia contro la commistione fra i due testi: insomma, Indipendenza sì e Autonomia no. Lo stesso Cantarutti poi accende i riflettori sull’altro problema che si pone da qui a quando i due pdl andranno in Aula, si spera entro la fine di aprile: il voto di ieri in Commissione, proiettato in Consiglio, ci dice che al momento i voti favorevoli sarebbero 34 su 60, non sufficienti per approvare un referendum, in quanto lo statuto prevede la maggioranza dei due terzi, quindi 40 voti su 60. Per raggiungere la soglia fatidica bisogna che l’intero mondo veneto e venetista eserciti la propria pressione sul Consiglio regionale affinché saltino fuori i sei voti mancati. E a questo compito di persuasione non possono sottrarsi nemmeno le forze politiche, Lega in testa, che in Commissione si sono espresse a favore del referendum. Diversamente il voto di ieri potrebbe assumere il deludente significato di uno specchietto per le allodole utilizzato solo a fini elettorali, sapendo che poi l’Aula affosserà tutto. Se si vuole consegnare il referendum indipendentista al Popolo Veneto bisogna sputare sangue fino all’ultimo secondo. Poi sarà il Popolo stesso a dire cosa vuole per il futuro.

A tale riguardo, invece, bisogna prendere atto ancora una volta della totale illiberalità della sinistra che, appellandosi alla questione di incostituzionalità, non vuole far esprimere i cittadini in modo democratico. Che differenza abissale dalla sinistra catalana…

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16 Comments

  1. eco qua da esiliare un po di coniglieri di FI …
    http://www.ansa.it/veneto/notizie/2014/04/03/veneto-fi-come-bolzano-no-come-crimea_281b1a43-e751-4af4-b68e-1f4e8f21acc4.html

    (ANSA) – VENEZIA, 3 APR – “Noi veneti, come Bolzano sì, come Crimea no”.
    E’ il contenuto dello striscione che gli esponenti di Forza Italia per il Veneto hanno affisso oggi ai balconi degli uffici del Gruppo Consiliare sul Canal Grande, a Palazzo Ferro-Fini, sede del Consiglio regionale Veneto. “Vogliamo ribadire il no all’indipendenza, ma il nostro sì a forme di autonomia uguali a quelle del Trentino-Alto Adige”, affermano i consiglieri Bond e Cortelazzo con gli assessori Giorgetti e Coppola.

  2. Zaia è un furbacchione. voglio proprio vedere che roma promuove lo statuto speciale del Veneto.
    troppo furbo : sarà eliminato dalla politica con somma ignominia, come tutta la lega.

  3. ma dove sta scritto che servono i 2/3 dei voti in consiglio per approvare il referendum?a me risulta che basta la maggioranza di 31 consiglieri

  4. L’itaglia abolisce il reato di INVASIONE (clandestinita’).

    Mette in galera chi, invece, vuole l’INDIPENDENZA con metodo DEMOCRATICO.

    Ma chi ci governa non e’ stato votato per cui non sa come si fa in democrazia a prendere il potere.

    E dunque criminali gli indinpendentisti (il diritto e’ romano per cui ne trovano di scuse valide) e liberi di INVADERCI tutti i foresti del mono.

    SIAMO ALLA FOLLIA DEMOKRATIKA??

    Sicuramente siamo sotto un regime komunistache si muove secondo una DITTATURA DEMOKRATIKA. E non ridete… perche’ e’ da piangere..!

    PSSM

  5. Evitiamo l’analisi comparativa, fatta razzolando a destra e sinistra cose di comodo, senza una analisi geopolitica strutturale. L’URSS, era un confederazione di già stati (ex-stati), prima del principio di diritto sull’autodeterminazione, mai decaduti ne occupati se non dopo con l’unione comunista. Ripeto, l’ignoranza veneto perpetua, il peccato originale che la Serenissima umiliata e abdicante nel 1797, sia l’attuale veneto previsto costituzionalmente dal 1972. E c’è pure chi si interroga sull’italianità di un ente amministrativo italiano ? Il confronto a livello nazionale, non esiste quando tratti di una cosa, che appartiene a qualcun altro. Il veneto è roba italiana, e costituzionalmente l’Italia con le sue regioni, fa quello che vuole secondo legge e costituzione.

    Ma la chicca finale è la seguente, le due leggi regionali sull’autonomia e sul referendum, sono state presentate senza copertura finanziaria…..immaginate cosa accadrà, e non ci vuole ne un genio, ne un ingegnere, ne un indovino, ne un profeta ecc….per capirlo !!!

    • Il Veneto appartiene ai veneti, riconosciuti dall’itaglia stessa come Popolo Veneto autoctono (L.340/1971) la cui storia è millenaria e a cui nemmeno è concessa l’autonomia di cui godono altri popoli italici. Quelli che parlano come te sono l’espressione di una sovrastruttura marcia, repressiva e fallita che si chiama STATO NAZIONALE ITALIANO, erede di una monarchia coloniale velleitaria e del fascismo, struttura imperitura per gli idioti come te, ma che presto la storia cancellerà.

  6. Che differenza abissale dalla sinistra catalana…

    Eh già… che pena mi fanno! Ma in fondo sono sempre stati “democratici” come la Germania Est… (Non a caso autodenominatasi Repubblica Democratica)

  7. La Puppato e il Partito Democratico veneto si stanno comportando in modo indegno, antidemocratico, non riconoscendo ai Veneti il diritto di esprimersi con un referendum.

    Vedremo tra due mesi il tracollo elettorale che subiranno in Veneto, poi magari ci ripensano …

    • Pensa alla tua lumbardia, e stai zitta. Per colpa vostra e della vostra smania di comandare avete distrutto la vera Liga Veneta, una volta inglobata nella lega nord.

      • non è litigando tra fratelli veneti e lombardi che si risolvono i problemi…
        Se si hanno idee in comune è giusto unire le forze. indipendentemente dal voto politico, gli indipendentisti si devono unire per portare avanti i loro ideali.

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