Referendum: il Pd e parte del Pdl non vogliono far votare i Veneti. A casa!

di GIANLUCA MARCHI

E’ successo purtroppo quanto alla fine si temeva, ma che si cercava di ricacciare indietro come infausta previsione: per volontà del Pd e di una parte del Pdl il progetto di legge numero 342 per l’indizione del referendum consultivo sull’indipendenza del Veneto è stato rinviato alla Prima Commissione del Consiglio regionale, quella degli Affari Istituzionali. Per paura di decidere si è deciso di non decidere. La proposta di rinvio in commissione è venuta dal consigliere del Pdl Piergiorgio Cortellazzo, che si è arrampicato sui vetri di una presunta legittimità procedurale da approfondire per giustificare il suo scandaloso intervento. La Lega Nord e gli altri sostenitori del progetto di legge, a cominciare dal primo firmatario Stefano Valdegamberi, hanno votato contro il rinvio, ma la votazione è finita 29 a 25 a favore dle ritorno in Commissione. Alla comunicazione del voto il presidente della Giunta Luca Zaia è stato visto scuotere la testa sconsolato. Per ora c’è una maggioranza dei consiglieri regionali del Veneto che, nonostante nel novembre 2012 abbiano approvato la Risoluzione 44,  non vuole concedere al popolo Veneto la possibilità di votare per il proprio futuro. Ma mentre il Pd è contrario da sempre al referendum, nel Pdl, come si temeva, la situazione è di spaccatura e tuttavia i consiglieri contrari preferiscono rifugiarsi nel rinvio piuttosto che votare no. La tecnica è evidentemente quella del continuo rinvio, visto che già nella seduta del 27 luglio scorso si era deciso di non votare.

Molto deluso, a votazione avvenuta, Luca Azzano Cantarutti, il presidente di Indipendenza Veneta, cioè il movimento che, pur essendo fuori dal Consiglio regionale, si è battuto in questo anno per concedere ai Veneti la possibilità di votare: “Il rinvio in Commissione non è propriamente una sconfitta – ci dice a caldo -, ma tuttavia è qualcosa di inaccettabile. Penso che a questo punto da parte nostra si debba chiedere a gran voce le dimissioni del Consiglio regionale”.

Fuori da Palazzo Ferro Fini il popolo venetista chiamato a far sentire la propria voce da Indipendenza Veneta (circa duemila persone secondo le stime della Questura) e da Plebiscito2013 (alcune decine) è andato in subbuglio non appena saputo del rinvio. I consiglieri regionali che hanno votato per il rinvio meriterebbero di essere individuati uno a uno e essere messi alla berlina.

Questo esito della giornata, il peggiore che potesse maturare come ha osservato il consigliere leghista Paolo Tosato, dovrebbe indurre qualcuno a una riflessione sul senso politico dell’alleanza fra Lega e Pdl. Ora si deve sperare in Luca Zaia che ha subito dichiarato che si impegnerà in prima persona perché il pdl non venga dimenticato in Commissione e possa tornare in Aula in tempi brevi.

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