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Referendum, e poi?

wall is covered in Algerian independencedi MARCELLO RICCI – La Catalunya ha votato, giovani e anziani hanno subito anche le manganellate della Guardia Civil . Il sangue di chi ha preteso di potersi contare. Su che? Sull’ INDIPENDENZA! Si sentono catalani prima che spagnoli. Il forte sentimento identitario dei catalani per Madrid  non conta, ma il gettito della Catalunya sìe molto. Come per la Padania.  Come per il gioco d’azzardo, legale quello di stato, criminale quello  privato, anzi, anche il privato è ammesso se paga la stecca con le tasse. Non c’è ribellione perché si teme di perdere qualcosa. Moltissimi difendono  il piccolo personale privilegio più o meno meritato e come contrappeso avallano i grandi furti, Monte dei Paschi di Siena, Banca Etruria, Banche Venete , le holding di Rignano sull’Arno. Nuovi capitani di ventura, siano essi Tiziano o Anna Maria o Luca al soldo di chi da sempre sfrutta le colonie. Catalunya e Padania sorelle. Referendum come diritto al mugugno. Risultato? Quanto un coacervo di leggi inutili o superate si concreta in un nodo gordiano non c’è  soluzione se non quella di Alessandro Magno che lo sciolse tagliandolo con la spada. Solo il popolo può impugnare quella spada! Ma quando prende coscienza della propria forza, dei propri diritti?

Quando si sarà reso conto che ogni giorno i diritti vengono ridotti, il livello di vita abbassato anche con il pietoso strumento dell’invasione migratoria che stravolge salari, regole, welfare nel significato più ampio .
C’è un limite al degrado e a quale livello scatta la rivolta? Tutto il problema è tra adattamento e rivolta.
L’islam è sottomissione e pertanto se ne favorisce l’avanzata. Non ci sono lo spirito e la memoria della leggendaria battaglia di Lepanto, ma soprattutto al posto di Pappa Pio V, sul soglio di Pietro, bivacca un tal Bergoglio che è arrivato, incoscienza sua, a porre accanto al Creatore , Allah.   Si rinnoverà la maledizione biblica di vagare per 40 anni alla ricerca della giusta meta?
 Quello in cui si vive è un deserto in cui si vaga alla ricerca di libertà, indipendenza e giustizia.
 E’ storia di molti popoli, che cercano di liberarsi do poteri forti che siedono a Madrid, Berlino Parigi, Roma, Londra. I despoti hanno un centro di potere e regia comune a Bruxelles che ignora e  imprigiona popoli veri come i padani o i baschi per mantenerli con la forza e i ricatti  nel contesto di stati artificiosi.
Tutto da rifare. L’Europa dei popoli deve nascere sulle ceneri di quella degli stati fantoccio. I referendum servono per contarsi, ma se i numeri ci sono si deve agire , non trattare.
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