Segreto bancario, la Svizzera ci prova col referendum

segretodi BRUNO DETASSIS

Passata un po’ in sordina, forse per il frastuono scozzese e per l’articolo 18 riformando, la questione del segreto bancario svizzero non sta occupando le pagine della stampa.

Eppure non è cosa da poco…  I media elvetici hanno intanto annunciato che alcuni  partiti hanno raccolto più delle 100.000 firme necessarie alla riuscita dell’iniziativa popolare “Sì alla protezione della sfera privata”. Che non è roba da garante italiano della privacy, bensì qualcosa di più sostanzioso e danaroso.

A far parte del  comitato ci sono esponenti politici di PLR, UDC, PPD, Lega, Unione svizzera arti e mestieri (usam) e dell’associazione svizzerotedesca dei proprietari (HEV).

Su cosa fa perno la richiesta referendaria? Si cita l’articolo 13 della Costituzione federale che fissa un principio: “senza il consenso della persona interessata” possono essere fornite “alle autorità informazioni concernenti le imposte dirette prelevate dai cantoni” soltanto nell’ambito di un procedimento penale ed esclusivamente in due casi: “se esistono sospetti fondati dell’intenzione di commettere una frode fiscale tramite documenti falsificati, alterati o materialmente falsi” e “se esistono sospetti fondati di evasione fiscale intenzionale e ripetuta, mirante a sottrarre somme ingenti”. In settimana la Cancelleria federale raccoglierà le firme raccolte. E c’è da vedere cosa accadrà.

 

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