Recessione globale, è il contagio dei mercati

 

Leggere le Ansa di questi giorni è come sfogliare un bollettino di guerra. Inizia così: “Precipitano le Borse in Europa. Lo Stoxx Europe 600 cede il 4,12%, il peggior ribasso dopo quello provocato dalla Brexit, trascinato al ribasso dai titoli del settore turismo e svago (-6,2%), materie prime (-5,7%) e banche (-5,3%). Le azioni europee hanno così spazzato via tutti i guadagni ottenuti dalla fine di ottobre. Anche l’indice VStoxx della volatilità nell’area euro intanto questa settimana è aumentato al livello più alto degli ultimi due anni”.

Al di là di nomi e sigle incomprensibili ai più, il quadro fosco è paradossalmente nitido.Basta passare al capoverso successivo.

“Non si arresta la caduta di Piazza Affari. Il Ftse Mib arriva a cedere il 3,55% a 22.594 punti. Un’ondata di vendite che interessa tutti i settori con St che lascia il 7,46%, Juve il 6,67%, Prysmian il 6,24%. Le Banche perdono in media il 5%. Più contenute le perdite nell’energia con Italgas che cede lo 0,86%, Enel l’1,17%”.

E lo spread? Poteva non salire? “Lo spread Btp-Bund vola a 164 punti base da 150 di ieri, con gli investitori in fuga dal rischio e con un netto afflusso di capitali – innescato dal coronavirus – verso i titoli meno rischiosi che ha fatto scendere il rendimento del Bund, amplificando il differenziale Italia-Germania. Lo spread è ai massimi da metà gennaio, con un rendimento del Btp decennale a 1,08%”.

Mentre ancora non si parla di pandemia da coronavirus, la pandemia ha già viralizzato i mercati.

“Il coronavirus affonda Wall Street. Il Dow Jones perde il 3,00% a 26.149,44 punti, il Nasdaq cede il 3,31% a 8.678,35 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno il 2,92% a 3.025,39 punti.”
Che la recessione sia globale lo capisce anche un bambino.
“Il petrolio accentua le perdite e cede a New York il 4,9% a 46,35 dollari al barile”. Però state certi che in questo caso la benzina in Italia non scende. Né lei né le accise tripolitane o etiopiche.

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