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Rapporto Europeo: Scozia e Catalogna capitali dello sviluppo. Lombardia poco pervenuta, Veneto ignoto

regioni1di ROBERTO BERNARDELLI – “L’ultimo report di FDi European cities and regions of the future-2014 evidenzia come tra le aree d’Europa più dinamiche sul piano dell’attrazione degli investimenti e maggiormente dinamiche vi siano la Scozia e la capitale della Catalogna. Prova, laddove ve ne fosse la necessità, che le regioni d’Europa ove si pratica l’autonomia fiscale (e dove peraltro tale autonomia si punta a rafforzare ancor di più) sono quelle più capaci di attrarre nuove iniziative imprenditoriali”. Lo ha affermato e scritto Gaetano Armao, docente all’Università di Palermo, del Dipartimento degli studi europei e dell’integrazione internazionale presso lo stesso ateneo.

Ha citato questo studio, Le città e le regioni europee del futuro, nell’ambito di un convegno Svimez sul Mezzogiorno. Ma la nota che risulta più rivoluzionaria è lo studio citato dal prof. Se si prova solo a scorrerlo, cosa si scopre? Che a guidare il motore economico, della ripresa, dell’innovazione, ci sono i paesi del Nord Europa e, se si guarda a Sud, Italia compresa, primeggia solo Barcellona. Non Milano, non Venezia. Non pervenute! La Lombardia occupa, ed è il miglior risultato su 25 regioni, il 15° posto.

Se volete provare voi anziché scorrere l’articolo, fate pure: http:// www.fdiintelligence.com/content/download/53088/1366403/file/European%20Cities %20and%20Regions%20of%20the%20Future%202014:15.pdf

Noi ci limitiamo a riportare le tabelle. Altro che macroregioni!

Siamo fuori dalle prime dieci città del mediterraneo come come da quelle del centro Europa, superati da est da Budapest della vituperata Ungheria… La catalana Barcellona, nella nostra area geopolitica di riferimento, primeggia. Milano non entra in classifica. La si ritrova 8° su 10, per il potenziale economico, prima di lei ci sono infatti Londra, Parigi, Bruxelles, Dublino. Milano è fuori dalla classifica delle capitali europee del “capitale umano” e dello stile di vita, fuori per strategia e innovazione, fuori per costi/benefici…

L’esclusione continua alla voce business, infrastrutture…. Incredibile a dirsi ma nelle città di media dimensione, sbuca per potenziale economico, seppure all’8° posto, Bologna!

Ma uno dei dati finali contenuto nelle tabelle riepilogative per aree regionali, è più esplicito. Il Nord, o la Padania che dir si voglia,  o il lombardoveneto, appunto, non sono degne di menzione. Non classificate o non classificabili.

Ma la Lombardia torna protagonista almeno come premio di consolazione in una classifica delle regioni del Sud: è prima, poi seconda arriva la Toscana, terza la Catalogna e quinta l’Emilia Romagna. Sul piano delle strategie territoriali, prima si riclassifica poi la Toscana, seconda la Lombardia, quinta ancora l’Emilia Romagna.

Ma appena il parametro si sposta sulla dimensione territoriale, la Lombardia scivola 5° rispetto alle altri grandi regioni d’Europa. Battuta dalla Scozia, dalla Westfalia e da altre, diventa appena 8 sul potenziale economico, esce dal capitale umano e via dicendo. Diventa nona per  business ma rialza la testa al terzo posto strategie se raffrontata alle grandi aree.

Insomma, Lombardia un po’ pervenuta. Veneto sconosciuto. Il Nord ne esce malconcio. Più fatti meno chiacchiere. Magari.

Presidente Indipendenza Lombarda

 

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