LO STATO RAPINA 8,5 MILIARDI AI COMUNI E I MEDIA TACCIONO

di GIANLUCA MARCHI

Con l’articolo 35 del cosiddetto “Decreto sulle liberalizzazioni”, alla chetichella, lo Stato ha messo le grinfie su 8 miliardi e mezzo di euro che i Comuni virtuosi  – gran parte dei quali in Insubria  – avevano accantonato nel corso degli anni.
«Mentre tutti i quotidiani titolano a piena pagina sulle scongiurate Olimpiadi romane e sul festival di San Remo» spiega Sergio Parini, membro della Segreteria Nazionale di Domà Nunch e per anni sindaco di una città del Milanese « noi vogliamo che tutti sappiano cosa sta succedendo. Prima i Comuni, a causa del contorto meccanismo del Patto di Stabilità, sono stati costretti a non spendere i proprio soldi. Adesso, dopo averli forzatamente accantonati, se li vedono scippati dallo Stato. Infatti quei quattrini, finora depositati presso le Tesorerie Comunali, dovranno essere trasferiti alla Tesoreria Statale entro il 16 aprile 2012  fino al 31 dicembre 2014».

Ma in pratica quei soldi spariranno. Denuncia Parini: «E’ scandaloso che i principali mezzi di informazione stiano tacendo su questo articolo. E’ un attacco al principio di autonomia dei Comuni, ai quali rimarrà solo la libertà di tassare i propri cittadini, per poi vedersi sottratte le risorse da  questo governo-fantoccio, che non perde occasione per cancellare i diritti individuali e collettivi»
Se questo scellerato provvedimento dovesse passare  – grazie all’ennesimo voto di fiducia  –  Domà Nunch invita già da ora tutti i Sindaci d’Insubria ad opporsi. Come? Parini ha una proposta concreta: «Si organizzino in una forma di disobbidienza civile e si rifiutino di trasferire il danaro dei cittadini alle casse della Tesoreria centrale. Vedremo se lo Stato avrà la faccia di reagire con un’azione di forza. Che nomini un commissario ad acta che venga in Insubria a commettere materialmente il furto! Così dimostrerà una volta per tutte che siamo considerati sudditi e non cittadini!

Noi de L’Indipendenza da questo punto di vista abbiamo la coscienza a posto nel senso che, grazie alla segnalazione venuta dall’ottimo sindaco leghista di Morazzone, Matteo Bianchi, abbiamo subito denunciato la “rapina” nel silenzio assordante di tutti i mezzi di comunicazione. E anche nell’arrendevolezza di gran parte dei sindaci e degli amministratori locali. Poi pian piano alcuni si sono mossi a macchia di leopardo,  e ad esempio il 9 febbraio il movimento pro Lombardia Indipendenza, attraverso il consigliere comunale di Roncadelle (BS)  Giulio Mattu, ha presentato una mozione al riguardo in chiave indipendentista che sarà discussa lunedì 27 febbraio. Ieri, infine, un gruppo di consiglieri  leghisti del Veneto ha annunciato una iniziativa analoga alla Regione Veneto. La proposta che arriva ora da Dumà Nunch volta a spingere i sindaci dell’Insubria a un gesto di disubbedienza civile, riufiutandosi di trasferire i soldi alla Tesoreria statale se il decreto verrà approvato così come formulato dal governo (tra l’altro nel cosiddetto provvedimento per le liberalizzazioni, una vera presa per i fondelli di nome e di fatto), dovrebbe essere estesa a i sindaci di tutti i Comuni virtuosi, ovunque si trovino. Ricordiamo che tali municipi sulle loro tesoreria hanno i soldi dei loro cittadini, non provenienti da mutui o prestiti, soldi che potrebbero essere spesi per le rispettive comunità e che invece il “patto di stabilità”  ha già congelato. Ora con il trasferimento alla Tesoreria statale il governo si vuole pappare anche gli interessi che maturano su quell’ingente gruzzolo. Non c’è mai limite al peggio ed è sacrosanto che ci si ribelli a una cosa del genere e che si spingano i nostri amministratori a farlo.

-TESTO della MOZIONE AL PIRELLONE

PARTECIPA AL SONDAGGIO E DI LA TUA SE I SINDACI DEI COMUNI VIRTUOSI DEVONO FARE DISOBBEDIENZA CIVILE NON TRASFERENDO I SOLDI COMUNALI ALLA TESORERIA STATALE SE IL DECRETO DIVENTERA’ LEGGE


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