RAI, PRENDIAMOCI E PAGHIAMO ANCHE IL PRINCIPINO SAVOIA

di GIANMARCO LUCCHI

Sono circa 270 i curricula pervenuti alla Commissione di Vigilanza Rai per la nomina di sette dei nove consiglieri da cui è formato il Consiglio di Amministrazione. Giovedì la Commissione presieduta da Sergio Zavoli dovrebbe procedere alle nomine e vedremo se l’invito a presentare i curricula si trasformerà nell’ennesima barzelletta, come è successo per la scelta dei commissari dell’Agcom, l’Autorità garante delle Comunicazioni.

Intanto i due esponenti della sinistra sono stati scelti dalle associazioni invitate dal segretario del Pd Pierluigi Bersani a indicarne i nomi, visto che il suo partito ha rinunciato a nomine dirette. E così la scelta è caduta sull’ex pm di Mani pulite Gherardo Colombo (che dopo aver lasciato la magistratura è diventato presidente della Garzanti Libri) e sulla giornalista Benedetta Tobagi, figlia di Walter, e conduttrice di programmi radiofonici Rai, oltre che collaboratrice di Repubblica.

Per il Pdl i nomi in lizza sono quelli di Antonio Verro, già consigliere e parlamentare, Guido Paglia, dirigente del settore comunicazione Rai, ex aenne, Rubens Esposito, già capo del servizio legale Rai, anche lui proveniente dalle file di An. Negli ultimi giorni si è poi aggiunta l’autocandidatura dell’ex ministro Giancarlo Galan, uno dei fondatori di Forza Italia, da sempre molto vicino a Marcello Dell’Utri: nel 1993, quando Silvio Berlusconi scese in politica, lui era direttore generale di Publitalia. L’Udc dovrebbe votare ancora per Rodolfo de Laurentiis. Infine la Lega ha fatto sapere, attraverso il responsabile comunicazione Davide Caparini, che non indicherà candidati. Di conseguenza il posto da consigliere che, secondo una specie di manuale Cencelli, spetterebbe al Carroccio potrebbe finire direttamente al Pdl. Quando emergerà il nome si capirà se sarà stato il frutto di una trattativa sottobanco fra Lega e Pdl, magari in vista di un accordo sulla riforma costituzionale basata sul semipresidenzialismo alla francese e l’istituzione del Senato federale (come vorrebbe alcune sirene dei due fronti), oppure se non ci sarà stato alcun accordo.

Sul fronte dei curricula pervenuti alla Commissione di Vigilanza, va detto che nel nutrito pacchetto vi sono moltissimi personaggi di primo piano del mondo televisivo italico – due esempi per tutti, Michele Santoro e Carlo Freccero – e per la cronaca compare anche il nome del direttore de L’Indipendenza, Gianluca Marchi, la cui candidatura è nata ieri quasi per scherzo, sicuramente per provocazione, e che durante la giornata ha riscosso il consenso di numerosi comuni cittadini.

Intanto la tv pubblica ieri sera a Milano ha presentato i propri palinsesti autunnali. Non stiamo a tediarvi più di tanto facendovi l’elenco. Solo vogliamo sottolineare la novità più clamorosa proposta da Rai Due sarà l’adventure-game-reality “Pechino express”, condotto da Emanuele Filiberto di Savoia. Si tratta di un reality itinerante in cui i concorrenti, personaggi famosi e non, dovranno viaggiare da Pechino a Bombay con poche risorse a disposizione. Il programma andrà in onda il martedì. Bene, sentivamo proprio la mancanza della televisione pubblica in salsa savoiarda (pagata coi soldi dei contribuenti).

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