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Rai, o la si privatizza o la si chiude una volta per tutte

di MATTEO CORSINI

Luisa Todini, che attualmente siede nel CDA della Rai in quota berlusconiana, ha così tentato qualche settimana fa di difendere l’aumento del canone proposto dall’azienda: “La demagogia non aiuta nessuno. La Rai ha fatto un budget triennale per arrivare al pareggio e il mancato aumento del canone inficia il budget e gli investimenti previsti sul capitale umano e sulla modernizzazione delle reti… non possiamo colpire il canone perché non possiamo colpire l’evasione… ogni volta che accendiamo e vediamo un programma con scritto Rai stiamo facendo servizio pubblico con milioni spesi per il cittadino.”

Sarà pur vero che “la demagogia non aiuta nessuno”, ma sarebbe bene non argomentare sostenendo cose che non corrispondono al vero. Qualunque imprenditore vorrebbe poter fare un budget potendo predeterminare i ricavi agendo sui prezzi unitari di vendita senza doversi porre il problema di andare “fuori mercato”. Ma se quell’imprenditore non è lo Stato o un monopolista che ha ottenuto privilegi dallo Stato, deve fare i conti con la concorrenza. Ora, io non so a cosa si riferisca Todini quando parla di “investimenti previsti sul capitale umano”, perché, quanto meno numericamente, in Rai andrebbero fatti disinvestimenti per adeguarsi anche solo minimamente ai concorrenti privati. Ma non è questo il punto sul quale voglio soffermarmi.

Ciò che non corrisponde al vero, e che trovo anche piuttosto irritante, è che “ogni volta che accendiamo e vediamo un programma con scritto Rai stiamo facendo servizio pubblico con milioni spesi per il cittadino”. Quando in un programma vediamo scritto Rai, di pubblico c’è solo il personale dipendente che ci lavora, mentre i milioni non sono spesi per il cittadino, ma pagati, volente o nolente, dal cittadino. Il tutto senza entrare nel merito del palinsesto, perché non mi va di improvvisarmi critico televisivo con la puzza sotto il naso e chiedere, facendo facile ironia, quale contributo alla crescita culturale degli italiani diano i programmi di punta della Rai. Semplicemente ritengo che non abbia alcun senso l’esistenza di reti televisive statali tenute in vita imponendo a tutti i cittadini di sostenerne i costi mediante una gabella. La Rai dovrebbe essere privatizzata (ammesso che qualcuno se la pigli) o chiusa. In ogni caso non dovrebbe più dipendere né dal canone obbligatorio, né pesare sulla fiscalità generale. Questa non è demagogia, a me pare semplice buon senso.

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