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Io, lombardo scozzese, voterò! Ma questa indipendenza è diversa da quella chiesta dal Nord

da DIRITTO DI VOTOSCOZIA

Riceviamo da Marco Belloni, indipendentista bresciano emigrato in Scozia, questa vivida testimonianza di quanto sta accadendo in quelle terre, così lontane eppure a noi così vicine, almeno in questi giorni di entusiastica attesa.
Buona lettura

13 settembre 2014, mancano 5 giorni al referendum per l’indipendenza della Scozia.
Una scheda referendaria molto semplice, riportante la seguente domanda: “Do you agree that Scotland should be an indipendent country?” (trad. Sei d’accordo che la Scozia dovrebbe essere un paese indipendente?).
Sotto ci sono due opzioni “YES” or “NO”. Una croce, una scelta, un’opportunità, un futuro in entrambi i casi.

Mi chiamo Marco, un lombardo emigrato in Scozia un anno fa. Ho scelto di portare la mia famiglia in un paese diverso dall’Italia, per concedere loro più opportunità e uno stile di vita sereno e civile.
Ho vissuto quindi la campagna referendaria di questo ultimo anno sulla mia pelle.
Queste ultime settimane hanno visto, e stanno vedendo tutt’ora, una intensificazione, ovvero un “bombardamento” ad ogni livello della propaganda per il “Yes”.
Alle finestre delle case ci sono bandiere della Scozia e bandierine “Yes”, sulle automobili adesivi “Yes”, per le strade adesivi “Yes” e persone di ogni età che fermano chiunque proponendo svariati volantini, nelle cassette postali quasi ogni giorno arrivano volantini “Yes”, quotidiani dibattiti pubblici per le strade, in TV e in radio, e ovviamente un sito web dedicato, decine di blog e migliaia di pagine sui social più conosciuti.

A qualcuno questo “bombardamento” sembra “aggressivo”, ed effettivamente considerate le proporzioni della sua diffusione potrebbe apparire come tale, tuttavia, per quanto mi riguarda, non ho mai visto né sentito di atti di violenza o di intolleranza di nessun genere tra i sostenitori delle due correnti.

Credo sia semplicemente l’esplosione finale, prima del voto, della voglia di indipendenza degli Scozzesi.

Per molti Scozzesi questo referendum non è solo una questione di scelta politica, o di opportunismo, è qualcosa di più radicato, è qualcosa che nasce dall’angolo più profondo del loro cuore, è qualcosa che hanno marcato a fuoco nel loro DNA. Le persone che sono per il “Yes” sono incredibilmente un “corpo unico”, possono avere 70 anni oppure 16, non importa … a prescindere dai ricordi e dalle conoscenze personali di ognuno di loro, il pensiero è comune, unanime e profondo: INDEPENDENCE…!!!

Credo che chi non è Scozzese dalla nascita non può capire cosa significa realmente questo referendum per uno Scozzese doc. Facendo un salto indietro nella storia vedremmo antiche popolazioni che hanno difeso strenuamente il loro territorio dall’invasione dell’Impero Romano, che peraltro non è mai riuscito a conquistare quei territori, anzi ha dovuto costruire il famoso “Vallo di Adriano” per difendersi dalle continue incursioni degli antenati Scozzesi.

È dalla fine XIII secolo che la Scozia è assoggettata all’Inghilterra, sono otto secoli che gli Scozzesi sognano questo momento. Ci sono state innumerevoli battaglie, eroici combattenti, decine di migliaia di morti, poeti e scrittori che hanno narrato di eroi, di sconfitte e di vittorie con le loro pagine. Insomma, sono ottocento anni che le famiglie raccolte attorno al focolare raccontano ai propri figli la voglia di indipendenza.

Chi non è Scozzese, me compreso, difficilmente può comprendere il vero significato di questo referendum…!!!

Tutti gli immigrati, come il sottoscritto, che hanno acquisito il diritto di voto, prima di votare dovrebbero fare una profonda riflessione su questo fatto e concedere qualche punto di vantaggio al “Yes” riconoscendo il giusto rispetto e onore alla storia e cultura Scozzese.

Questo è un grande Paese, possiede importanti risorse economiche, finanziarie, culturali, petrolifere, energie rinnovabili (la prima nazione in Europa per impianti di produzione di energia alternativa dallo sfruttamento delle maree e la terza per la produzione di energia da impianti eolici), ricerca, allevamento e turismo, un Paese composto da una popolazione fiera e orgogliosa. Un paese dominato da una Natura meravigliosa e magica.
Un Paese che ha dato i natali a James Young inventore della prima raffineria di petrolio, a Alexander Fleming scopritore della penicillina, a James Watt progettista del primo motore a vapore, a David Livingstone uno dei più grandi esploratori, a Alexander Graham Bell contendente insieme a Antonio Meucci dell’invenzione del telefono, a Walter Scott famoso letterato, a Robert the Bruce e a William Wallace considerati i padri dell’indipendenza Scozzese, a Robert Burns poeta di fama mondiale, a Arthur Conan Doyle padre di Sherlock Holmes, a J.K. Rowling creatrice della saga di Harry Potter, a Sean Connery famosissimo attore, a MacAdam inventore del rivestimento in asfalto delle strade, a Peter Thomson inventore del pneumatico, a Charles Mackintosh inventore dell’impermeabile (non poteva essere diversamente…!!!), a Adam Smith famoso insegnante economista, a Jimmy Sommerville, Rod Stewart, Simple Minds, Annie Lennox che non hanno bisogno di presentazioni, a Sir Alex Ferguson famoso allenatore di calcio, a Gordon Ramsay famosissimo e colorito chef, a James Clerk Maxwell matematico e fisico che estese e formulò matematicamente la teoria di Michael Faraday, a Alasdair Gray poeta e artista, a Bon Scott cantante degli AC/DC, a Angus Young chitarrista degli AC/DC, a Thomas Carlyle filosofo e storico, a Margaret Oliphnat scrittrice, a Robert Louis Stevenson famosissimo scrittore, Mark Knopfler chitarrista dei Dire Straits, a James Mattew Barrie scrittore padre di Peter Pan, a David Hume filosofo, a Ewan McGregor attore famoso per essere stato lo sballato eroinomane in Trainspotting, e per finire in Scozia il 5 luglio 1966 è nata la pecora Dolly, la prima clonazione artificiale al mondo di un essere vivente.

Io credo fortemente nella Scozia indipendente. È solamente un anno che vivo qui, ma è stato sufficiente per farmi capire che questo loro sogno può avere un futuro di prosperità e di felicità reale e concreto.

Il Parlamento Scozzese ha deciso che a questo importante referendum devono partecipare anche i più giovani in veste di diretti protagonisti del futuro del Paese, per cui ha stabilito l’età minima per votare a 16 anni. A mio avviso è stata una scelta di grandissima responsabilità e soprattutto di rispetto nei confronti delle nuove generazioni.
Non solo, il Parlamento Scozzese ha concesso il voto anche a tutti gli immigrati presenti nel paese in regola con la residenza e il lavoro. Su questo potrei avere delle riserve ma sono solo considerazioni personali, quello che conta è che è stato concesso a tutti coloro che contribuiscono e contribuiranno allo sviluppo di questo paese di essere protagonisti nella scelta del futuro prossimo. Secondo me un grandissimo segno di civiltà.

Voglio dire un’altra cosa a mio avviso molto importante, i vari movimenti indipendentisti sparsi per l’Europa, che stanno facendo il tifo per la Scozia, sbagliano a considerare questo referendum come uno stereotipo o un esempio per tutti gli altri che si vorrebbero fare. Mi spiego meglio, voglio considerare il paragone che meglio conosco, ossia quello con l’Italia.
Gli indipendentisti Italiani hanno delle ragioni molto diverse da quelle Scozzesi, pur considerando il significato di “indipendenza” con tutti i suoi accessori come denominatore comune, ma la situazione è nettamente diversa.

In Italia gli indipendentisti Veneti o Lombardi vogliono staccarsi dall’Italia soprattutto perché dall’Italia sono sfruttati, tartassati, privati di diritti basilari, e sbeffeggiati quotidianamente. Queste regioni del Nord Italia vivono una condizione di “oppressione” e di “tiranneggiamento” da parte dello Stato centrale.

In Scozia è totalmente diverso. Tralasciando le motivazioni storiche, di identità, ecc. su un piano di quotidianità e di funzionalità la situazione è molto diversa. La Scozia, come attuale appartenente al United Kingdom non vive uno stato di sfruttamento né di tirannia. La Scozia gode già di grandissime autonomie, possiede un proprio Parlamento e un proprio Primo Ministro, in termini di istruzione, sanità, gestione del territorio, ed enti pubblici, tanto per citare i più importanti, ha la totale autonomia. In Scozia il sistema fiscale prevede già una buona parte di tasse che restano in Scozia e non vanno a Londra, insomma una condizione totalmente diversa da quella Lombarda e Veneta. La situazione attuale della Scozia sarebbe già un traguardo notevole per Lombardia e Veneto.

Ovvio che una autonomia “totale” come nuovo Stato Sovrano è comunque tutta un’altra cosa…!!!

Detto questo aggiungo che il Council di Edinburgh (il Comune) ha concesso una deroga speciale a tutti i pub della città solo per la sera del 18 settembre, autorizzando l’apertura dei locali fino alle ore 06:00 della mattina del 19 settembre (normalmente i pub chiudono alle ore 01:00 di notte con ultime ordinazioni prese entro le 23:00). Prevedono un’affluenza a Edinburgh di circa 50.000 indipendentisti da tutta Europa.
Quel che è certo è che in caso di vittoria del “Yes” sarà una festa incredibilmente fantastica…e l’inizio di una nuova era per la Scozia e tutta la sua gente. Io mi sento privilegiato ad essere qui in questo momento storico e sono felicissimo di poterlo vivere di persona.

Scotland’s future in Scotland’s hands…!!!

(Marco Belloni)

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