RADIO PADANIA, NIENTE SOLDI: ZITTITA LA RASSEGNA

di TONTOLO

Io che son Tontolo e ho ancora la tv a valvole, collegata al digitale campestre, di solito ascolto sempre la radio. Tutte le mattine, quando prendo l’Apecar per andare a far legna, ascolto con piacere la “rassegna stampa” di Giulio Cainarca, l’ultimo giapponese rimasto a Radio Padania. Devo ammettere che la sua rassegna stampa è una delle migliori: è completa, puntuale, approfondita.

Il Cainarca la conduce con la serafica calma di chi nonostante la tempesta che lo circonda riesce a mantenere il timone fermo e la sua voce “vellutosa” non eccede mai coi toni alti o bassi.

Stamattina, come sempre, ho sintonizzato il canale per ascoltarlo e sono rimasto sbignoccato. Nessuna rassegna, solo musica. Osgna, ho pensato, sta a vedere che è scomparso il capo. Di solito in Unione Sovietica (lume regolatore del giornalismo pravdano) quando veniva meno il segretario del partito unico i programmi si interrompevano e partiva la musica classica per due giorni.

Fiuuu… per fortuna mi sbagliavo!

Non appena sono arrivato al bar della Teresa, il mio amico Bepi (leghista disilluso anche lui) mi ha detto che il buon Giulio, in radio, era incazzato come una biscia e ha detto più o meno così: “Questa mattina mi sono presentato all’edicola dove da anni ritiro i giornali per la rassegna. Il titolare si è rifiutato di consegnarmeli dicendo che ha un contenzioso con l’amministrazione di Radio Padania Libera. Non so per quanti giorni proseguirà questa situazione”.

Vacca büseca! Vuoi vedere che si sono sbagliati e hanno mandato in Tanzania anche i soldi per pagare i giornali del povero Cainarca?

 

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