Radio Padania Libera spegne le frequenze dopo 20 anni…

rassegna stampa

mezza radio padaniadi ROBERTO RIZZO – Sono le ultime ore di trasmissione in fm per Radio Padania Libera. Poi l’emittente della Lega Nord, dopo vent’anni di vita, sparirà per sempre dall’etere. Continuerà a diffondere i suoi programmi, dieci ore di diretta al giorno dalle 7.30 alle 21, sul web, in Dab (la frequenza digitale, ancora una nicchia in Italia) e tramite applicazione per smartphone e tablet. Una «bella sfida rinunciare alla strada principale», dice fiducioso Alessandro Morelli, capogruppo della Lega in consiglio comunale a Milano e direttore di Radio Padania Libera dal 2013. Un salto nel buio per una stazione il cui ascoltatore tipo (150.000 nel giorno medio secondo le rilevazioni ferme però a due anni fa), «ha dai 40-50 anni in su, se donna casalinga, se uomo piccolo imprenditore o artigiano che ci ascolta dal laboratorio o nel suo capannone», l’identikit tracciato da Giulio Cainarca, conduttore della rassegna stampa mattutina, caporedattore e memoria storica della radio.

Quattro giornalisti e tre registi. Nel grande edificio, ormai disabitato di via Bellerio 41 a Milano, sede della Lega Nord, è quanto resta di quella che nei piani anni Novanta di Umberto Bossi doveva essere la potente macchina mediatica del Carroccio. Chiusa, nel 2014, Tele Padania, chiuso, nel 2015, il quotidiano La Padania, rimane la radio. Eppure, solo nel 2008, l’allora amministratore unico dell’emittente Giancarlo Bossetti acquistava frequenze in tutta Italia. Radio Padania Libera si ascoltava in Sardegna, Sicilia e Puglia. Ma anche in Emilia (senza battere ciglio, la frequenza bolognese fu comprata per 1,5 milioni di euro), Toscana, Marche, Umbria. Altri tempi. A fine 2016 Matteo Salvini, che di questi studi è stato non solo il direttore in pectore dal 1999 al 2013 ma il vero mattatore del microfono dando il via alla sua scalata politica ai vertici del movimento, ha dato il benestare alla cessione della concessione nazionale a Lorenzo Suraci, l’editore radiofonico proprietario del gruppo RTL 102.5. Notizia che ha scatenato non poche polemiche tra i fedeli ascoltatori padani, e tanta ironia sui soliti social network, perché Suraci, pur vivendo a Bergamo da 40 anni, è un imprenditore calabrese.(…)

Nella nuova vita digitale di Padania Libera non cambieranno i cavalli di battaglia della radio: «l’invasione degli immigrati», il lavoro, l’economia. «Siamo organici al movimento ma possiamo permetterci di fare cose che sarebbero vietate in una radio di partito», aggiunge Morelli. «Abbiamo abbandonato l’ortodossia per la trasversalità esattamente come la Lega. Il contraddittorio è sempre benvenuto nei nostri programmi, diamo spazio a voci anche opposte alla nostra linea». Mentre il segnale di Padania Libera si spegne al suo posto, sulle stesse frequenze, si accende quello di Radio Freccia, la radio rock del gruppo RTL. Rolling Stones e U2 al posto dell’invasione dei migranti.

http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/17_maggio_26/radio-padania-libera-spegne-frequenze-2bf01290-418a-11e7-a68e-d2b8d4e938cf.shtml

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

Lavoro. Se il Nord è un po' diverso

Articolo successivo

Sinistra e indipendenza 2/ Il rettore di Glasgow a lindipendenzanuova: il nazionalismo non vi renderà liberi