Quirinale: da Berlusconi via libera per Amato o D’Alema

di GIORGIO CALABRESI

Giuliano Amato e Massimo D’Alema: il confronto tra Pdl e Pd, portato avanti dagli ‘ambasciatori’ dei due partiti e’ alla stretta finale. Il primo resta in pole, ma sul suo nome si addensano le prime nubi: sulla strada per il Colle pesano i veti incrociati, i dubbi di non pochi ‘big’ di Largo del Nazareno e il ‘niet’ della Lega. Anche il secondo e’ gradito dal Cavaliere. Silvio Berlusconi attende la rosa di nomi di Pier Luigi Bersani per valutare il da farsi. L’obiettivo e’ chiudere entro giovedi’, ma al momento non e’ ancora stata siglata alcuna intesa. Qualora ci fosse l’accordo prima del primo giorno di votazioni i due leader potrebbero anche incontrarsi. Al momento tuttavia non e’ in programma nessun faccia a faccia. “E’ una partita interna al Pd, noi aspettiamo”, spiegano fonti parlamentari di via dell’Umilta’.

Da giorni i mediatori tra Pd e Pdl lavorano sull’ipotesi Amato, e’ sul suo nome che hanno discusso per esempio Andrea Olivero di Scelta civica e Angelino Alfano. Con il segretario del Pdl che avrebbe dato il via libera sul nome di Amato, non nascondendo i suoi timori sulla compattezza del Pd. Per questo non si esclude che alla fine possa spuntarla proprio D’Alema. In ogni caso chi sta portando avanti la trattativa si dice convinto che alla fine si possa chiudere su uno dei due e poi far partire il governo. Del resto ieri Mario Monti e Pier Luigi Bersani hanno discusso anche del programma di un eventuale governo, concentrandosi soprattutto sui provvedimenti economici (l’Imu, per esempio, dovrebbe restare con delle piccole modifiche, mentre si punta a scongiurare l’aumento dell’Iva). Chiaramente il problema e’ quello legato al dopo-Napolitano, ma i nodi non sono stati ancora sciolti. Nel Pdl c’e’ anche chi ritiene che la partita possa prolungarsi. In caso di caos totale si teme che il Movimento 5 stelle possa giocare la ‘carta Prodi‘ alla quarta votazione. In quel caso l’unica ‘soluzione’, viene riferito, e’ l’Aventino. Anzi, qualora non venisse siglata alcuna intesa e il Pd rivolgesse lo sguardo a Rodota’ o Prodi c’e’ chi pensa di nuovo di abbandonare l’Aula. Discorsi prematuri, saranno decisive le prossime 24 ore.

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