Quirinale: avanzano D’Alema e Prodi, ma c’è l’incognita Mister x

di REDAZIONE

Il Pd intende aprire una “nuova fase” e avanzare una nuova candidatura al Parlamento. Dunque dall’assemblea dei grandi elettori del partito che si riunira’ domattina dovra’ uscire il nuovo nome sul quale poi cercare i consensi che dalla quarta votazione in poi permettano l’elezione del nuovo Capo dello Stato. Per questo Pierluigi Bersani sta cercando di tessere contatti con le diverse anime del partito e quindi anche con Matteo Renzi. I due nomi che piu’ circolano a Montecitorio sono al momento quelli di Massimo D’Alema e Romano Prodi. Sul primo si starebbero cercando le convergenze innanzitutto delle diverse anime del partito, ma senza escludere un allargamento anche alle altre forze, sia Scelta civica che Pdl che Lega. Sul secondo starebbero convergendo diversi fronti interni, dai renziani (che oggi hanno usato l”esca’ Chiamparino per misurare la loro possibile presa sul gruppo Pd giungendo a 90 voti) a una larga fascia trasversale di giovani che oggi si sono astenuti, senza dimenticare il sostegno di Sel. Ma i prodiani sperano anche in un ‘soccorso’ del M5s. C’e’ da notare che chi sostiene Prodi mette in conto la possibilita’ di un rapido ritorno alle urne: in mancanza di un’intesa con il Pdl, infatti, difficilmente si potra’ dar vita a un governo. Ma i prodiani rispondono sottolineando che Prodi si e’ piu’ volte espresso contro un ritorno alle urne con il porcellum. Entrambi, D’Alema e Prodi, difficilmente avranno il sostegno entusiastico dei popolari, che oggi non nascondono l’amarezza per la bocciatura di Franco Marini, ed entrambi dovrebbero scontare un fronte di franchi tiratori interni.

Ma qualcuno, come i giovani turchi, non ci sta e fa notare che come si e’ bocciato Marini, rischiano anche D’Alema e Prodi. Dunque, suggeriscono, si cerchi un terzo nome, assolutamente nuovo, come lo sono stati quelli di Boldrini e Grasso. Qualcuno ipotizza Emma Bonino, ma in questi giorni le resistenze sono state forti. Intanto c’e’ chi cerca di non far precipiptare l’assemblea a una votazione sul modello delle primarie per evitare una nuova spaccatura del partito. Per ora la situazione e’ di stallo, le diverse correnti sono riunite in serata separatamente e solo domani si vedranno, mentre i big del partito si stanno sentendo per valutare se ci sia una candidatura sulla quale convergere.

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