Questo è un lockdown mascherato

Il grido è unanime: ‘Questo è un lockdown mascherato’. E le luci dei negozi si spengono in modo simbolico.Da Fabriano ad Ancona, da Castelfidardo, Osimo a Senigallia dove si è registrata la più alta adesione. Fino alle zone più interne. Oltre 150 commercianti della provincia di Ancona hanno aderito all’iniziativa pensata da alcune imprese del commercio al dettaglio del territorio, realizzata e coordinata da CNA Ancona. Abbigliamento, orafi, sport, elettronica, tessuti, oggettistica, casa e molti altri negozianti. Intere vie come via degli Orefici ad Ancona o gran parte del Corso di Senigallia.Puntuali alle ore 18.00 in tutta la provincia i commercianti hanno simbolicamente spento per pochi minuti le luci dei loro negozi, lasciando accesa solo la luce della propria vetrina o del proprio ingresso. Con un cartello esplicito: ‘Dietro questa vetrina c’è un’impresa’.

Al centro dell’appello dei commercianti c’è la richiesta, forte e non ancora esaudita di comprendere il mondo del commercio (aldilà del ‘colore’ della propria regione) nei provvedimenti per il ristoro dai danni causati dalle restrizioni. La chiusura delle attività legato al food alle ore 18.00 e il coprifuoco alle ore 22.00 creano infatti un combinato disposto tremendo per il commercio. Non c’è movimento, non c’è lavoro.”Stiamo registrando grande preoccupazione in tutti i commercianti – sottolinea Giacomo Mugianesi, Responsabile Commercio per Cna Ancona -. Questo dovrebbe essere un periodo di grande vivacità per il settore, in odore del Natale. Sta accadendo l’opposto”.A parlare sono i numeri. I fatturati del mese di ottobre hanno visto un calo vertiginoso nella seconda metà del mese a causa della chiusura dei bar e ristoranti e del coprifuoco. Le persone circolano meno e sono meno propense all’acquisto. Se pur i commercianti siano stati fra i primi ad attivarsi per rendere i propri locali a norma nel rispetto dei protocolli anticontagio, l’assenza di movimento ha generato un drastico calo dei consumi.

In questa difficile situazione, il ‘Decreto Ristori’ ha riguardato solo i settori direttamente interessati dalle limitazioni del provvedimento, dimenticando la interrelazione fra sistemi economici locali.Le richieste dei commercianti e di CNA sono: misure di sostegno degli affitti; ristoro su comparativi del fatturato; sostegno per rifinanziamento merci di magazzino; sospensione contributi e tasse.”Chiediamo al Governo di colmare quel gap che si sta formando fra le attività e che vede l’esclusione del mondo del commercio – conclude il direttore di CNA Ancona, Massimiliano Santini -. Questo è il periodo in cui le imprese del commercio sostengono, oltre che i tradizionali costi fissi, anche i costi straordinari di magazzino in vista del Natale. È una situazione molto delicata”.

 

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