Quello che non si dice del sistema informatico agricolo. Il pesce puzza dalla testa?

di Fulvio Curioni – Il Sistema informativo agricolo nazionale (SIAN) è un sistema informativo che s’interessa dei settori agricolo, agroalimentare e forestale creato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e dall’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AgEA). Esso s’interessa dell’informatizzazione dei servizi agro-forestali e della gestione dalla Politica agricola comune (PAC). Come spesso accade molti software o programmi in generale pagati dal contribuente e disponibili gratuitamente, (termine fazioso dal momento che si pagano con le tasse!) e rivolti ai cittadini o ai professionisti del settore, sono spesso imprecisi, caotici, non attuali, e a volte persino capaci di indurre all’errore. Potrei fare molti esempi: Il Cened è un programma di Regione Lombardia per l’elaborazione degli attestati di certificazione energetica ormai obbligatori per quasi tutti gli edifici. Ebbene è capitato qualche anno che in una sua revisione per adeguarsi alla normativa che continuamente cambia, è stato rilasciato con gli aggiornamenti che non solo bloccavano il sistema, ma oltretutto tralasciando alcune voci inserite nella nuova normativa, costringevano a dichiarare il falso mancando alcune voci essenziali. Possiamo parlare di Sogei che si occupa di molti programmi per elaborazioni fiscali, catastali, ecc ebbene uno di questi programma per l’elaborazione degli accatastamenti ancora non è in grado di recepire disegni grafici con versioni cad attuali, ma addirittura occorre allegare disegni cad di versioni risalente al 2000! Ed ecco l’ultimo della odierna il SIAN. Quest’ultimo usa un programma per l’elaborato del fascicolo aziendale che non tiene conto delle superfici catastali dei lotti di terreno, bensì elabora immagini grafiche satellitari sulle quali stabilisce quali siano le superfici esattamente coltivate, quali siano le così dette tare (fossi, strade, siepi,boschi, ecc). Ma se ci fossero ombreggiature di filari di piante come vengono lette? altre tare da apportare in deduzione all’effettiva superficie coltivata?Ricordo che le superfici registrate sul fascicolo aziendale sono quelle sulle quali si calcolano eventuali contributi PAC (gasolio, fondi di aiuto, ecc), ma anche l’utilizzo dei fitofarmaci. E in caso di controllo del quaderno di campagna come si dimostra l’effettiva discrepanza tra una lettura grafica (che credo per quanto attendibile l’immagine satellitare, non è certamente quella rilevata dagli strumenti top secret militari!) e una mappa catastale che fino a prova contraria è frutto non di tante immagine rilevate da rilievi fotogrammetrici, o pactware, ma di un rilievo topografico con uno scarto di errore molto ridotto? La materia ha contenuti ricchi di tecnicismi, ma ritengo utile far conoscere anche questi aspetti poichè credo che il pesce puzzi sempre dalla testa e sarebbe ora che le associazioni di categoria, coldiretti in primis, al posto di esibire la nuova veste di elaboratore di dati istat sul livello del Po alla becca di Pavia, o promuovere campagne amiche, dovrebbe estirpare la catiiva gestione che si cela ai vertici del ministero e delle agenzie agricole coordinate al fine di fornire il servizio che gli agricoltori per diritto dovrebbero ricevere. Mi stupisce pure il fatto che, la ex ministra Bellanova, da ex sindacalista, non abbia neppure osato mettere mano all’aratro e intervenire radicalmente a cambiare davvero questo stato di cose ormai consolidato da settant’anni. Se il federalismo passa anche attraverso queste cose, allora, qualcuno batta un colpo dritto al sistema statale ormai defunto. Contare i giorni di mancata attuazione va bene, contare invece cadaveri di imprese agricole in odore di fallimento anche per questi disservizi strutturali, pure avvallate dalle associazioni di categoria, pare francamente disarmante. A volte il tecnicismo serve al fine di rendere edotta l’ignoranza sovrana.
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