Quella destra che vota contro la Commissione Segre contro l’odio razziale

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“Sono rimasta delusa e stupita che davanti a una mozione che proponeva l’istituzione di una commissione contro l’odio ci potessero essere dei distinguo”. Così la senatrice Liliana Segre intervistata da Ilaria Sotis nel corso del programma di Rai Radio1 “In viva Voce” all’indomani della approvazione della mozione che porta il suo nome per monitorare tutti gli atteggiamenti di odio a partire dall’hate speech che dilaga sui social. “Dagli interventi che ho seguito ho immaginato che una parte si sarebbe astenuta ma poi ho notato che molti astenuti al momento dell’annuncio dell’esito del voto sulla mozione hanno applaudito”, ha proseguito la senatrice. Segre ha anche risposto a un messaggio giunto nel corso del programma in cui un ascoltatore ha rivendicato il diritto di odiare. “Per fortuna ci sono tantissime persone che la pensano diversamente”, ha detto Segre che ha voluto ribadire come “odiare significa perdere tempo prezioso. E’ un peccato verso se stessi”.
Sulla necessità della nascita di una commissione contro l’odio la senatrice ha evidenziato che “rimanere indifferenti non è più possibile e lo dico io che l’odio ce l’ho scritto sul braccio”. Infine, sul paventato utilizzo politico della commissione rifacendosi alle parole di Salvini che si è detto contro a “uno stato che ritorni a Orwell”, la senatrice Segre ha risposto: “Se Orwell viene evocato da Salvini vuol dire che stiamo sulla stessa linea. Orwell aveva scritto in anticipo di cinquanta anni che la storia poteva essere cambiata a secondo di come cambiava il potere”.
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