Nel Forum dimesso, fra paraculaggini, giri di walzer e l’Aurelio candidato

di TONTOLO

Mi aggiro sotto mentite spoglie dentro il Forum di Assago dove si svolge il congresso federale della Lega Nord, dieci anni dopo l’ultimo appuntamento: stesso luogo ma un clima assai diverso e non solo perché nel 2002 era marzo, mentre oggi è un giugno quasi luglio infuocato. Qui dentro invece la gente è poca (forse domani l’ambiente si scalderà con l’arrivo delle truppe cammellate che mi ricordano tanto quelle mastellate dei congressi storici della Balena bianca), e c’è l’attesa messianica della svolta prevista per domani con la elezione a segretario di Roberto Maroni, un passaggio che molti considerano l’unica chance per cercare di riprendere un cammino bruscamente impantanatosi nelle tonnellate di fango degli ultimi mesi. Anche molti ai quali Maroni non è mai piaciuto, che non hanno mai creduto nelle sue capacità aggregative e propulsive, che non gli hanno mai perdonato di essersi tenuto a distanza del marciume interno cercando di far passare il messaggio che lui non sapeva, insomma quelli che maroniani non sono mai stati ora si affidano al Bobo nella speranza di mantenersi politicamente in vita e magari di salvare questo o quel posticino che la politica gli ha assicurato. Sono le miserie umane che in Italia sono sempre andate molto di moda e che costringeranno il futuro segretario del Carroccio a valutare bene le persone di cui si circonderà.

Intanto ciò che anima un po’ il parterre dei delegati è la corsa a far parte del Consiglio federale. E qui c’è la notizia più curiosa: fra i candidati per la Lombardia c’è Aurelio Locatelli, ex autista storico di Umberto Bossi, il custode fedelissimo ed ermetico di una tonnellata di segreti.

Ma a fare maggiore impressione sono i cosiddetti cerchisti convinti fino a qualche settimana e che adesso salgono sul palco professandosi dalla parte del nuovo corso, nel tentativo di continuare a far prosperare le proprie rendite di posizione. Uno dei meno approvati stamane è stato l’eurodeputato piemontese Tino (Oreste) Rossi (foto sopra), collezionista di incarichi, che fino all’altro ieri diceva peste e corna del Bobo e adesso lo adula, si mette nella sua scia, magari nella speranza di farsi eleggere domani in Consiglio federale. Un vero esercizio di paraculaggine il suo. Più dignitoso, alla fine, uno come il senatore emiliano Giovanni Torri, ex aiutante di campo di Maroni e che oggi, da amante tradito, non ha fatto finta di rimettersi al suo seguito e gli ha cantato dal palco tutto ciò che non lo convince.

Ultimi spifferi: dicono che anche il capogruppo al Senato, il veronese Federico Bricolo, sia in avvicinamento ai maroniani, dopo essere stato uno dei capisaldi del “cerchio magico”. In effetti al Forum è stato visto ciacolare con esponenti molto vicini al futuro segretario. Ci toccherà vedere anche questa?

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