Quanto si agita il Capitano. Dal caso Durigon a Lamorgese alla minaccia dei Tir in strada. Caduta di consenso?

La questione Durigon, le critiche della Lega al ministro dell’Interno e la minaccia di bloccare le autostrade con i Tir nel caso di un ritorno alla legge Fornero. Matteo Salvini torna ad agitare la maggioranza che sostiene il governo. E dopo il lungo pressing attuato dal centrosinistra, potrebbe arrivare a una svolta la polemica sulla proposta del sottosegretario all’Economia di dedicare al fratello di Mussolini il parco pubblico di Latina intitolato a Giovanni Falcone e a Paolo Borsellino. “Mi vedro’ con lui e decideremo come andare avanti”, dice il segretario della Lega, “ci troveremo nei prossimi giorni e valuteremo nella massima serenita’ cosa fare”, ribadisce dopo aver tessuto le lodi del compagno di partito che descrive come “l’ultima persona che puo’ essere accusata di fascismo. E’ un mese che la sinistra lo sta inseguendo nel nome di robe surreali. Lo stimo ai massimi livelli, mi vedro’ con lui per evitare altri mesi di polemiche”.

Contro Durigon nelle settimane scorse si erano pronunciati anche Enrico Letta e Giuseppe Conte, che insieme ai vertici di Liberi e uguali, avevano insistito sulla necessita’ delle sue dimissioni. Dimissioni che Salvini propone al ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese. “Se e’ capace e ha voglia di fare il ministro lo faccia, altrimenti lasci spazio a qualcun altro”, afferma il numero uno del Carroccio che annuncia di aver chiesto al presidente del Consiglio, Mario Draghi, “un incontro a tre”, e ricorda la vicenda del rave party di inizio mese con migliaia di ragazzi giunti nel Viterbese da ogni parte d’Europa e la gestione dell’immigrazione. “Il responsabile di quel che accade in Italia e’ il ministro dell’Interno. Non si puo’ scaricare il barile”, “Lamorgese deve cominciare a fare il ministro perche’ gli italiani non se ne stanno accorgendo”.

Frasi che suscitano la reazione del Pd. La richiesta leghista, sostiene Dario Stefa’no, presidente della commissione Politiche Ue del Senato, “fa ridere. Invece di soffiare sul populismo, vista anche la drammaticita’ di cio’ che sta avvenendo in Afghanistan, Salvini, se ne e’ capace, farebbe bene a dare una mano all’azione del governo, impegnato a dare una importante dimostrazione di solidarieta’ e una grande mano in termini di aiuti umanitari”. Anche Leu si schiera in difesa della titolare del Viminale e bolla gli attacchi nei suoi confronti come “strumentali e inaccettabili”. “La sua competizione personale con Giorgia Meloni per la leadership della destra sovranista – sottolinea Federico Fornaro, capogruppo alla Camera – non puo’ determinare fibrillazioni continue nel governo e attacchi ai ministri che trasmettono un’immagine rissosa della maggioranza da cui trae vantaggio proprio la leader di Fratelli d’Italia”. Fibrillazioni arrivano anche dal fronte pensioni. Salvini avvisa senza giri di parole chi vorrebbe reintrodurre le norme della legge Fornero: “Mettiamo i Tir all’ingresso delle autostrade, altro che rave party”. La replica e’ del sottosegretario agli Esteri Benedetto della Vedova, segretario di piu’ Europa, che usa toni altrettanto secchi: “Anche non venisse da un ex Ministro dell’Interno, si tratta di un linguaggio violento, ricattatorio e irresponsabile da parte di un leader di un partito di Governo”.

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