Quando via Bellerio era una fucina di idee e comunicazione

via bellerio

di LEO SIEGEL – Anno di grazia 2004, via Bellerio è una fucina di talenti ed idee. Ci sono un quotidiano, una radio, una televisione, un settimanale che vedono lontano anni luce rispetto alla concorrenza. Cominciamo dal Federalismo, diretto da Stefania Piazzo, folgorante nei fondi di prima pagina, tipo: “Da dove si viene. Bisogna dirlo, ricordarlo, perché la nostra memoria, attaccata dal morbo dei sincretismi (la moneta unica, il Dio unico, la cultura unica, un governo europeo unico…) non abdichi davanti al totalitarismo giacobino e coranico che taglia le nostre teste: la prima volta togliendoci la libertà di pensiero considerandola reato d’opinione; la seconda volta falciando il nostro collo di infedeli”. Oppure, altro incipit di Stefania: “I cristiani non hanno più titolo per restare in Europa. Non  è più casa loro”. E il Leo? Teneva botta su Telepadania di Max Ferrari, documentando la “invasione islamica dell’Europa” sparato a tutta pagina nel promo “Oggi il Kosovo, domani la Padania”.

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