Quando Cottarelli come Miglio ricordava che l’emergenza da tagliare è la burocrazia. Lì si annida lo spreco, nei pidocchi di Stato

di Cassandra – In un indimenticato evento culturale estivo ospitato a Cortina d’Ampezzo, Carlo Cottarelli, l’ex responsabile della spending review, sosteneva che il male da estirpare prima di tutto è la burocrazia. Cioè l’apparato che governa in silenzio. Aveva ed ha ragioni da vendere, ma soprattutto questo passaggio venne accolto da un applauso liberatorio.

cottarelli

Cottarelli ha indubbiamente centrato il cuore del problema. E lo ribadisce…

cottarelli2

Il governo ha in programma di rendere leggero questo Stato? Non ci pare. La priorità è sfornare decreti sicurezza. Importanti, ma da soli producono solo facile e immediato consenso. Non cambiano la struttura centrale e periferica dell’Italia, che resta centralizzata e vincolata al potere delle seconde file nascoste negli uffici. Veri plenipotenziari, dominus dei processi di blocco dei cambiamenti.

Altro che autonomia, federalismo, poteri alle regioni. I garanti che conservano lo status quo e garantiscono ai politici lunga vita purché nulla cambino, restano al loro posto, a tempo indeterminato. Sono parte di quell’esercito di pidocchi che ci costa la conservazione dello Stato così com’è.

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

Anche l'impero romano pensava di essere uno e indivisibile, come la Repubblica romana d'Italia

Default thumbnail
Articolo successivo

Grande Nord fa approvare a Monza la proposta di istituire il 22 ottobre la "Giornata delle Autonomie"