Qatargate, peggio di quello che si potesse immaginare… Forse 60 i parlamentari “amici” da destra a sinistra?

Mano a mano che avanza l’inchiesta sul Qatargate, vengono alla luce aspetti incredibili sullo scandalo emerso dopo le lunghe indagini dei servizi segreti del Belgio. Cinque le intelligence coinvolte nelle indagini ma, a quanto pare, l’Italia non sarebbe nel team.

Ormai si parla di un caso di corruzione internazionale, con più ramificazioni e che ha preso il via lo scorso anno come inchiesta su una possibile  nterferenza da parte di un paese straniero sui processi decisionali del Parlamento europeo, a partire dalle pressanti petizioni sulle vicende che riguardavano i diritti umani in Qatar, ma con un occhio di riguardo, a quanto pare.

Secondo quanto si apprende dalle fonti di stampa, la rete dei parlamentari “amici” potrebbe raggiungere quota 60 onorevoli,  la maggior parte del gruppo dei socialisti e Ppe, ma anche dei «nuovi partiti della destra». Insomma, un terremoto politico.

Non si sa quale sia la fonte della soffiata agli 007 belgi, se si tratti di una assistente parlamentare che ha denunciato cosa aveva visto per vendicarsi di non essere stata riconfermata nell’ incarico, come dice qualcuno, o se invece l’allerta sia arrivato da un paese terzo, come ha scritto il giornale belga De Standaard. Sta di fatto che le indagini segretissime si concentrano subito su Antonio Panzeri e sulla Figth impunity. Il suo appartamento in un residence di Bruxelles viene messo sotto controllo ed imbottito di microspie mentre lui viene pedinato e intercettato. Sono i poteri speciali dati in Belgio ai servizi a consentire loro di fare indagini così intrusive senza autorizzazione della magistratura, ma dopo il via libera di una commissione che ne valuta opportunità e necessità.

Quando a luglio scorso i servizi hanno avuto il quadro della situazione, l’indagine è stata passata alla procura federale che ha aperto un fascicolo per i reati di associazione per delinquere, corruzione e riciclaggio di denaro commessi dal primo gennaio 2021 all’8 dicembre scorso. Nelle mani dei magistrati ci sono i contatti di Panzeri, a cominciare da quello stretto che lo lega a Francesco Giorgi, compagno di Eva Kaili, la vice presidente del parlamento arrestata con i due uomini. Dal Qatar alla coppia sarebbero arrivati gli oltre 750 mila euro di cui sono stati trovati in possesso, così come i 600 scovati nel residence di Panzeri. Le indagini dovranno stabilire in che modo, dato che dai numeri di serie risulterebbe che la maggior parte delle banconote è stata emessa in Belgio ed è passata da banche belghe, il che smentirebbe l’ipotesi di valigie arrivate dall’estero. Gli investigatori hanno anche più di un’idea degli «intrallazzi» di cui parlava Maria Dolores Colleoni, moglie di Panzeri, come del «trasporto dei regali» in Marocco attraverso l’ambasciatore del paese nordafricano in Polonia.

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