Putin vaccina insegnanti e medici con Sputnik V e brucia sui tempi Usa, GB ed Europa

A Mosca e’ iniziata la vaccinazione anti-Covid per i lavoratori considerati piu’ a rischio. Lo Sputnik V non ha ancora terminato la terza e ultima fase dei test clinici, ma a partire da sabato scorso medici e insegnanti moscoviti che lo desiderano potranno ricevere lo stesso il vaccino sperimentale russo, che secondo gli sviluppatori avrebbe un’efficacia del 95% e non presenterebbe gravi effetti collaterali. Mosca, una megalopoli di 13 milioni di abitanti, ha appena sfiorato gli 8.000 contagi in un giorno e di fatto fa da apripista per la vaccinazione che Putin ha ordinato di iniziare a livello nazionale a partire dalla fine della prossima settimana.

Il leader del Cremlino ha annunciato la vaccinazione “su larga scala” mercoledi’, qualche ora dopo che le autorita’ britanniche hanno approvato l’uso del vaccino anti-coronavirus di Pfizer e BioNTech, che pure dovrebbe essere disponibile nel Regno Unito proprio a partire dalla prossima settimana. Secondo Putin, due milioni di dosi dello Sputnik V sono gia’ state prodotte o lo saranno nei prossimi giorni, e quindi e’ ormai tempo di iniziare. Certo, due milioni di dosi non bastano per tutta la Russia, dove vivono 144 milioni di persone, e sono molte meno delle 30 milioni di dosi che qualche mese fa le autorita’ pensavano di essere in grado di produrre entro la fine del 2020. Intanto pero’ si parte. “Lei lavora in un istituto di istruzione e ha diritto di precedenza per la vaccinazione gratuita contro il Covid-19”, recita un sms ricevuto da alcuni insegnanti della capitale russa. A Mosca, medici, infermieri, docenti e assistenti sociali possono infatti prenotarsi online per sottoporsi alla prima delle due iniezioni necessarie per il vaccino in una delle 70 cliniche della citta’ attrezzate a questo scopo. La seconda iniezione sara’ fatta a distanza di tre settimane. Non potranno pero’ vaccinarsi gli over 60, le donne incinte o che stanno allattando e chi soffre di malattie croniche. Sergey Sobyanin, il sindaco di Mosca fedelissimo di Putin, sembra soddisfatto e ieri sera ha fatto sapere che 5.000 persone si erano gia’ messe in lista nelle prime 5 ore dall’apertura delle prenotazioni online per la vaccinazione. Alcuni scienziati sono pero’ perplessi sulla rapidita’, giudicata eccessiva, con cui la Russia sta andando avanti con il vaccino. Ad agosto Putin aveva annunciato la registrazione dello Sputnik V presentandolo come il primo vaccino al mondo contro il nuovo coronavirus nonostante la fase finale dei test clinici non fosse ancora neanche iniziata. La sperimentazione e’ ancora in corso, ma le autorita’ russe sostengono che il vaccino dell’istituto Gamaleya sia efficace e sicuro, nonche’ meno costoso e piu’ facile da conservare rispetto ad altri. La corsa mondiale al vaccino contro il Covid e’ anche una questione geopolitica. Avere un vaccino significa poter rafforzare i legami con tutti quei governi che vorranno comprare l’antidoto o addirittura produrlo all’interno dei propri confini. La Russia, come tanti altri Paesi, punta inoltre a rilanciare la propria economia, sicuramente danneggiata dai vari lockdown ordinati a livello internazionale e dal conseguente crollo del prezzo del petrolio.

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