ANCHE IL PARTITO SARDO D’AZIONE CONTRO L’INNO ITALIANO

di REDAZIONE

“Pensare di voler imporre per legge l’insegnamento obbligatorio dell’inno di Mameli è inaccettabile e grottesco, la Sardegna ha già il suo inno nazionale che è Procurade e Moderare Barone sa tirannia”.

Lo ha dichiarato il Segretario Nazionale del Partito sardo d’Azione Giovanni Angelo Colli, commentando il testo del provvedimento messo a punto in commissione Cultura alla Camera che prevede che dal 2012-2013 nelle scuole di ogni ordine e grado, siano organizzati percorsi didattici e iniziative per suscitare la riflessione sugli eventi e sul significato del risorgimento e che, in questo ambito, si insegni nelle scuole anche l’inno di Mameli.

“Il fatto che si tratti della sintesi di due proposte, una targata Pd del febbraio 2009 e una Pdl del febbraio 2011 la dice lunga anche sul carattere accentratore e reazionario dei fossili politici che sostengono il governo paracoloniale Monti – precisa Colli – che non trovano di meglio che richiamarsi ideologicamente a delle parole scritte nel 1847 per dimostrare di esistere. Spero che questa vicenda serva almeno a far comprendere alla classe politica sarda quanto siano importanti i temi della cultura e dell’identità anche nella prospettiva della difesa delle prerogative della Sardegna e dell’affermazione di maggiori poteri di autogoverno”.

Da qui l’invito del segretario sardista al presidente della Regione Ugo Cappellacci: “La Sardegna ha l’obbligo di difendere l’unità nazionale del Popolo sardo, che neanche 150 anni di storia italiana sono riusciti a cancellare, inserendo fra i temi di confronto con lo Stato italiano anche quello della tutela della lingua. Mi aspetto perciò che la Regione Sardegna – conclude Colli – si attivi immediatamente in tal senso sia attraverso l’adozione di provvedimenti immediati per l’insegnamento della storia, della cultura e della lingua sarda nelle nostre scuole, che per completare il percorso normativo finalizzato all’adozione di “Procurade e moderare Barone sa tirannia” quale proprio inno ufficiale”.

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1 Comment

  1. Questa eccessiva idea di nazionalismo e´molto preoccupante. Quando si incomincia a far cantare l ínno nazionale nelle scuole obbligatoriamente significa andare verso un cammino pericoloso. Tutte le dittature hanno incominciato con le bandiere e gli inni obbligatori.
    Queste manifestazioni nazionalistiche non devono essere imposte ma devono sorgere spontanee dal cuore della gente

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