Prove di governo di unità nazionale, o di salto della quaglia senza rendere santo Matteo

di Stefania Piazzo – Il salvataggio in Giunta per l’autorizzazione a procedere verso Matteo Salvini che ha visto come noto tra i protagonisti i senatori di Italia Viva, ha indignato chi aspettava il segretario della Lega al varco giustizialista.
Sia chiaro, in politica i voti hanno sempre un peso specifico e tornano sempre con gli interessi. Non chiamiamoli favori, ma opportunità.
La prima, sotto un certo punto di vista per chi sta all’opposizione, è non aver fatto santo subito Salvini. Già ha un processo a ottobre per il caso Gregoretti. Basta e avanza. La seconda, è che al di là della questione immigrazione, occorre seriamente pensare all’altro autunno, quello di Conte.
E se Renzi voleva anticipare qualcosa al governo, lo ha fatto. Lui non è giustizialista, ma sa che alla guerra ci si attrezza in tempo di pace. Ma le elezioni d’autunno lasceranno tempo per un nuovo esecutivo? Con un bilancio in vista? Se Conte va oltre, le elezioni, quelle politiche, non sono vicine.

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