Il ministro Profumo, l’ultimo patriota sui banchi di scuola

di TONTOLO

Cacchio, l’altro ieri hanno festeggiato l’unità d’Italia e io manco mi son ricordato, ma con la mia Apecar sono andato a farmi un weekend in Svizzera, per mangiare un po’ di fonduta come si deve.

Fortunatamente, c’è chi si è seduto “tra i banchi di scuola assieme ai bambini – come riportano le agenzie di stampa – dell’Istituto Comprensivo Daniele Manin (il cui padrino era l’ultimo doge di Venezia, da cui prese il cognome), per ‘festeggiare’ la giornata dedicata all’Unità d’Italia. Una scelta, quella fatta dal ministro dell’Istruzione e dell’Università, non casuale, perché l’Istituto, situato nei pressi di Piazza Vittorio, ospita al suo interno bambini e ragazzi provenienti da ogni parte del mondo. Un segnale, quindi, quello che Profumo ha voluto dare, per sottolineare l’importanza dell’integrazione multiculturale e multirazziale. Accolto dai docenti, il ministro dell’Istruzione e dell’Università è stato ‘scortato’ nella sala del teatro dell’Istituto, dove, per l’occasione, erano state affisse bandierine tricolori ovunque”.

Già, han dovuto scortarlo, forse per permettergli di leggere il libro Cuore a tutti i nuovi cittadini del Belpaese in via di fallimento. E se De Amicis è ultimo baluardo letterario di un paese cialtronesco cresciuto a sussidiari menzogneri e libelli propagandistici, Profumo è il degno rappresentante di quel patriottismo mascalzone di cui Samuel Johhnson ci ha illuminati tanto tempo fa.

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

Varata la nuova Giunta Maroni: sette donne e sette uomini

Articolo successivo

Cipro: il Parlamento boccia il prelievo forzoso. Ue? Vai a quel paese...