Profumo di elezioni: Crosetto vuole lo statuto speciale per il Piemonte

di GIORGIO CALABRESI

L’odore della cabina elettorale fa proliferare le proposte di autonomia speciale. Dotare il Piemonte di uno statuto speciale per farlo uscire dalla crisi. Ad avanzare la proposta il candidato alla presidenza del Piemonte per Fdi-An, Guido Crosetto che spiega: «La Regione Piemonte ha pagato, più di altre, gli effetti della crisi sul proprio sistema produttivo ed imprenditoriale. Se da un lato si possono individuare numerose concause alla base di questo fenomeno, che vanno dall’eccessiva dipendenza industriale nei confronti del comparto dell’automotive alla cronica difficoltà di accesso al credito, passando per la carenza infrastrutturale che deteriora la nostra competitività, dall’altro è altresì evidente come l’unica via d’uscita possibile sia quella di garantire nuove risorse disponibili e una maggiore autonomia gestionale delle stesse. Per noi la soluzione è dotare il Piemonte di uno Statuto Speciale e di diventare Regione Autonoma: se non si individuano prima le coperture, tutte le promesse di campagna elettorale diventano mere chiacchiere da bar». «Non si tratta – continua Crosetto – nè di dare adito a istinti secessionisti che certo non ci appartengono, nè, tantomeno, di aumentare la spesa pubblica: al contrario, si intende intaccare il saldo negativo tra quanto versato allo Stato dal nostro sistema regionale e quanto poi effettivamente stanziato dallo Stato stesso alla Regione, attualmente pari a circa il 20%, ed avere un diretto controllo dell’efficacia dell’impiego degli investimenti effettuati. L’obiettivo è di creare un circolo virtuoso tra prelievo fiscale e spesa pubblica che comporti la reintroduzione di liquidità nel contesto economico piemontese».

Sulla proposta interviene anche Agostino Ghiglia, portavoce regionale di Fdi-An e candidato alle prossime elezioni europee che sottolinea: «oltre 214mila disoccupati, indice di disoccupazione, il peggiore del Nord Italia, al 10,7%, quasi un giovane su due tra i 15 e i 24 anni in cerca di un lavoro, 35mila lavoratori attualmente in mobilità e sensibile contrazione del Pil regionale, ora pari al 7,5% di quello nazionale contro il 10%di qualche anno fa: il Piemonte necessita di una terapia d’urto che valorizzi specificità ed eccellenze, fortunatamente ancora numerose e vitali, e che rilanci i nostri territori in ambito internazionale. Si tratta di una misura che può valere un miliardo di euro di extra-gettito l’anno, manna dal cielo per la nostra economia», conclude.

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