Prodi ai tedeschi: “Non venderete più una Mercedes in Italia”

di FABRIZIO DAL COL

Romano Prodi, ex presidente della commissione europea, invoca il rafforzamento degli Stati del Sud Europa, e li incita ad un fronte comune, per sollevarsi contro la Germania. Così l’ex presidente del consiglio italiano, citato nell’articolo scritto da Ambrose Evans- Pritchard e pubblicato sul Telegraph: “Francia, Italia e Spagna dovrebbero battere i pugni sul tavolo, ma non lo stanno facendo perché si illudono di poter andare avanti da soli”, ha detto Prodi.

Ma se la Germania continuerà a imporre la rovina in Europa, “se l’euro dovesse spezzarsi, con un tasso di cambio nel Nord Europa e uno nel Sud Europa, la Germania raccoglierà quanto ha seminato”. In sostanza, Prodi afferma: “Il tasso di cambio raddoppierà e i tedeschi non riusciranno a vendere una sola Mercedes in Europa. Gli imprenditori tedeschi sono a conoscenza di tale situazione ma tutto quello che riescono a fare si traduce in cambiamenti modesti, che non bastano per porre fine alla crisi”.

Prodi continua avvertendo e precisando, che nemmeno l’esito delle elezioni tedesche potranno cambiare qualcosa: “L’opinione pubblica tedesca è convinta che qualsiasi stimolo economico a favore dell’economia europea sia un aiuto ingiustificato a favore degli inetti del sud, a cui ho l’onore di appartenere. (I tedeschi) sono ossessionati dall’inflazione così come i teenagers sono ossessionati dal sesso. Non capiscono che il vero problema oggi è la deflazione, ed è un anno che lo vado ripetendo”. In un crescendo continuo, Il prof, non manca di precisare un particolare su tutti : “Oggi c’è un solo paese e una sola al comando: la Germania”.

E’ evidente da tempo che l’Italia non può ripristinare il controllo delle sue finanze pubbliche in condizioni di recessione. “Il rapporto debito PIL è in aumento da tre anni e nonostante l’austerity. Si tratta di una politica fallimentare”. (119.3% nel 2010, 120.8% nel 2011, 127% nel 2012, 132.3% nel 2013, stando al Fiscal Monitor del Fondo Monetario Internazionale”.  Continuando, l’ex presidente della commissione Europea, dice che la Germania sta vivendo nel mondo di Alice nel paese delle meraviglie, e che è in piena confusione intellettuale oltre che politica, quando pensa che si può eseguire un avanzo corrente di 7% del PIL (quasi tre surplus della Cina di un tempo), con un tasso di inflazione quasi pari a zero. “Non ha effetto sulla politica tedesca perché la Francia, l’Italia e la Spagna non hanno alcun approccio comune, anche se tutti questi paesi hanno gli stessi interessi”.  Così, l’ex premier italiano, alle domande  del giornalista del Telegraph.

Insomma, Prodi non è stato per nulla tenero nei confronti dei Tedeschi, anzi, forse si sarà anche trattenuto, quando invece,  poteva anche ricordare al giornale anglosassone, quanto costò agli Stati Europei l’unificazione  tedesca. 2000 Mld di Euro, a tanto ammontò il costo dell’unificazione, e di chi fu l’esborso più importante? Fu dell’Italia, ovvero di quel Paese che più di tutti finanziò l’unificazione tedesca e si  classificò come prima in assoluto.  Alla luce di ciò, ecco che appare fuori luogo l’affermazione di Letta apparsa oggi sulla stampa :  alla domanda  E i leader europei cosa pensano del premier italiano, uscito vittorioso dallo scontro in Parlamento sul voto di fiducia? “Sì, dicono che Letta ha ‘balls of steels”( palle di acciaio), replica con tono scherzoso il presidente del Consiglio alla domanda riguardo al suo scontro frontale con Silvio Berlusconi. Sarà anche così, ma solo dopo il 27 di novembre, giorno in cui sarà votata la decadenza di Berlusconi, potremo vedere se veramente avrà ‘balls of steels” o se invece, per nascondere gli inciuci e l’inutilità del patto di stabilità,  deciderà invece di continuare sì con la litania delle balle d’acciaio, ma senza rendersi conto che saranno solo balle a getto continuo.

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