La prevalenza del cretino e degli irresponsabili

di FRANCO FUMAGALLI

Nel 1985 fu pubblicato un libro intestato “La prevalenza del cretino”, in cui erano stati riuniti articoli scritti per diversi giornali, su fatti di cronaca, dagli autori della raccolta. Il titolo del volume è di per se stesso indicativo e anche a posteriori, si può notare quanto reale, lungimirante e profetica era stata l’osservazione della vita quotidiana. Nel libro si tratta di fatti di cronaca riguardanti i più disparati ambienti: la scuola, la casa, i rapporti in ufficio, in vacanza, in salotto, in Parlamento, alla Tv ecc. In esso vengono evidenziate la scempiaggini (betise) di burocrati, di “intellettuali”, di attori, di gente comune. I  comportamenti del “cretino” sono stati diligentemente analizzati, fotografati e seguiti “minuto per minuto”.

La motivazione di tale denuncia, viene chiarita in un passo nella prefazione, in cui gli autori sottolineano: “Poco interessanti catene di cause e effetti terapeutici, dietetici, sociali, politici, tecnologici spiegano l’esponenziale proliferazione della betise. Figlia del progresso, (meglio), dell’idea di progresso, essa non poteva che espandersi in tutte le direzioni, contagiare tutte le classi, prendere il sopravvento in tutti rami dell’umana attività. E’ stato grazie al progresso che il contenibile stolto dell’antichità si è tramutato nel prevalente cretino contemporaneo, personaggio a mortalità bassissima ( concetto espresso in italiano del popolare “la mamma dei cretini è sempre incinta”) la cui forza è dunque, in primo luogo brutalmente numerica.

Ma la società ch’egli si compiace di chiamare “molto complessa” gli ha procurato… innumerevoli poltrone, sedie, sgabelli, telefoni, gli ha messo a disposizione clamorose tribune, inaudite moltitudini di seguaci e molto denaro”. Quindi, gli autori proseguono: “Dileggio, sarcasmo, ironia, non scalfiscono le sue cotte d’inconsapevolezza, le sue impavide autoassoluzioni ( per lui il cretino è sempre “un altro”). Perché riprendere quest’opera vecchia di ormai trent’anni? Per la sua modernità, (anche se mancano nell’elenco i computers, che aggiungo io) per la sua aderenza ai fatti politici contemporanei che denotano come “l’esponenziale proliferazione” non sia ancora terminata. Di questo passo dove si andrà a finire?

C’è da augurarsi che sia vera una vecchio massima che dice “ se tutti sono cretini, non vi è nessun cretino”, Così, applicandola alla politica, si può affermare che con più si “estende la massa degli irresponsabili, tutti sono responsabili”?

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