PARTITI S.P.A. VOGLIONO TASSARE I CAPITALI SVIZZERI

di REDAZIONE

Partiti in ordine sparso sulle ricette per ricalibrare la pressione fiscale, ma uniti sulla necessità di tassare i capitali trasferiti in Svizzera, così come già deciso dai governi di Berlino, Londra e Vienna. Sarà colpa del clima preelettorale e dei sondaggi che premiano, a quanto pare, soprattutto l’antipolitica, se sale la tensione tra le forze politiche che si dividono sulla politica fiscale del professor Monti. Ognuno porta la sua salvifica ricetta e chiede udienza.

Il Pd, con Luigi Bersani insiste sul «riequilibrio del carico fiscale» perchè, dice nell’ Intervista a SkyTg24, «gli imprenditori spendono troppo per i lavoratori e i lavoratori intascano troppo poco». «Vogliamo farla – chiede Bersani – una tassa sulle transazioni finanziarie perchè la finanza paghi parte di quello che ha fatto e non ricada tutto sulle spalle del debito pubblico?». Oltre al rilancio della Tobin Tax, il segretario del Pd sostiene che «per rendere più leggera l’Imu» serve «un’imposta sui grandi patrimoni immobiliari». «Maroni – polemizza Bersani – era lì al governo quando abbiamo fatto questa proposta». «Erano tutti lì quelli che ora si lamentano», ricorda il segretario del Pd che respinge la proposta dell’ ex ministro dell’ Interno dello «sciopero fiscale» sull’ Imu: «c’è gia troppa gente in Italia che fa lo sciopero fiscale ai danni dei soliti noti».

Angelino Alfano, impegnato nella campagna elettorale a Palermo, chiede «una ricetta che abbia come ingredienti meno tasse, meno spesa, meno debito». «Il Paese non può sopportare un’ulteriore tassazione» avverte il segretario del Pdl che torna a difendere le imprese che attendono soldi dallo Stato. «Gli imprenditori che hanno maturato un credito, se non riceveranno i rimborsi, non paghino le tasse fino all’ammontare della somma vantata» propone Alfano che annuncia un provvedimento ad hoc. «È una proposta inattuale, la compensazione crediti-debiti porterebbe a un buco di 30-40 miliardi di euro» replica il responsabile economico del Pd Stefano Fassina. Controreplica di Daniele Capezzone, portavoce del Pdl che accusa Il Pd di avere «un pregiudizio contro le imprese».

Torna alla ribalta, dunque, l’ipotesi bipartisan del recupero dei soldi portati in Svizzera per alleggerire la pressione fiscale. «Ci spiegate perchè – chiede Di Pietro – non andate a prendere quei 40 miliardi di euro che entrerebbero nelle casse dello Stato se firmassimo anche noi come Germania, Inghilterra e Austria l’accordo con la Svizzera per recuperare i contributi sui capitali esportati illegalmente?». Identiche richieste vengono dal Pdl, Pd e Lega. «Dopo il via libera della Commissione Ue, non ci sono più giustificazioni per il Governo a non sottoscrivere un accordo con la Svizzera» dicono, in una nota, il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri e l’ex ministro Paolo Romani. Diverge, però, la stima dei capitali nascosti. Il Pd calcola «120 miliardi di euro», più alta la stima del Carroccio «dai 150 ai 200 miliardi da cui si potrebbero ricavare 50 miliardi». Intanto, Umberto Bossi nel suo giro elettorale in Veneto interviene attaccando Imu. «Roma ha rotto le balle, in tutti i sensi», attacca il Senatur.

Ancora una volta la doppia morale dei “partiti s.p.a.” si fa spazio: loro rubano ai contribuenti, ma pretendono che i contribuenti diano loro i soldi per continuare a far danni.

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