Presidenziali Usa, se la partita si sposta tutta sui vice, Pence e Harris

“Nessuno avrebbe mai immaginato che la sfida di serie B, ovvero il faccia a faccia tra i due ‘vice’ sarebbe diventata la finale scudetto: lo dice Luciano Nardi, tra i più noti pubblicitari italiani e osservatore dal punto di vista mediatico dei match di avvicinamento alle elezioni per il nuovo presidente degli Stati Uniti. E tra i due contendenti, Mike Pence e Kamala Harris, l’esperto scommette sulla seconda: “E’ la novità; e il nuovo in pubblicità generalmente vince”. Secondo Nardi, gli spettatori ed elettori seguiranno con molta più attenzione parole e mimica della Harris, in quanto ‘volto nuovo’ e outsider di questa competizione. “Se Pence parte avvantaggiato dal fatto di essere più ‘rodato’ , anche a livello mediatico – spiega l’esperto – è la Harris che secondo me catalizzerà l’attenzione dei telespettatori. E’ l’elemento di novità in questa arena”. “Sempre parlando di novità o primato, si consideri inoltre che la Harris è la prima donna di colore a correre per la vice-presidenza – riflette ancora Nardi – ed inoltre ha un punto di forza non indifferente. A valle di un primo dibattito che ha dato l’impressione di una zuffa tra vecchietti al campo da bocce, peraltro ‘cagionevoli’ di salute, come raccontano le recentissime cronache, Kamala coi suoi 55 anni ha un’età ‘perfetta’ per battere Trump, Pence e anche lo stesso Biden”.

 

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