Post-pandemia. Perché il governo non sospende il cappio del default se andiamo in rosso?

di Roberto Bernardelli – Si conta in almeno un milione di posti di lavoro persi e l’aumento di nuovi poveri in particolare al Nord il disastro della pandemia, per non parlare delle imprese che hanno chiuso, fallito o altre che dalla disperazione hanno preferito non riaprire. Come sappiamo, per di più, non si può più andare in rosso, da gennaio sono entrate in vigore le nuove disposizione EBA sul default dei correntisti. mentre prima c’era la possibilità (pagata a caro prezzo con interessi a due cifre) di mandare il conto in rosso, con le nuove regole, in assenza di disponibilità sufficienti sul conto corrente, la banca dovrà respingere i pagamenti automatici, come bollette, oppure, nel caso di società, gli stipendi dei dipendenti. Se il passivo permane per oltre 90 giorni, scatta il default.

In barba alla situazione di crisi mondiale, il sistema bancario si rivale sui piccoli e sulle famiglie. E’ questo il governo che dice di volere salvare il Paese e che non muove un dito?

Onorevole Roberto Bernardelli, presidente Grande Nord

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