L’ipotesi contenuta in un emendamento della Lega alla manovra di cedere la quota dell’Italia nel Mes nei prossimi tre anni per un valore di circa 15 miliardi di euro per incrementare il fondo per la riduzione delle tasse è impraticabile. Lo sottolinea interpellato dall’Adnkronos Carlo Cottarelli, direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici della Cattolica.
Il progetto è tecnicamente impraticabile perché “la cessione di un’attività finanziaria non copre nulla in termini di indebitamento netto, dunque è come un’entrata da privatizzazione, e dunque una tantum, e dal punto di vista contabile non può essere usata come copertura per i tagli delle tasse”, che richiedono coperture strutturali, afferma Carlo Cottarelli. Ma l’ipotesi non è praticabile anche sotto il profilo politico, a meno che l’Italia “non decida formalmente di uscire da un’istituzione internazionale e ciò eventualmente richiederebbe un voto specifico del Parlamento”, afferma l’economista e professore associato in Bocconi Carlo Altomonte interpellato dall’Adnkronos. Con tutte le conseguenze politiche negative che questo comporterebbe nella percezione del paese all’estero e sui mercati.


