Ponte Morandi: nel 2009 società Spea segnalò pila 9

Nel 2009 Spea, la societa’ che si occupava delle manutenzioni e ispezioni per Autostrade, dopo un controllo del ponte Morandi, scriveva che l’esame del cemento della pila 9 (quella crollata il 14 agosto 2018, 43 morti) era “piu’ brutto di quello della pila 10”. Fu uno degli allarmi che da quasi subito dopo la nascita del viadotto si sono susseguiti nel corso dei decenni sullo stato di salute della struttura. Il particolare emerge dalla perizia degli esperti del gip sul crollo. “I tecnici di Spea e l’ingegnere Morandi avevano intercettato il progressivo deteriorarsi dell’opera gia’ prima del 1985”. Ma non solo. Negli anni nonostante i rilievi fatti dalla stessa Spea ma anche da enti terzi (come il Cesi) e da esperti (come il professore Carmelo Gentile, docente del Politecnico di Milano) gli allarmi vennero ignorati. “L’indagine condotta da Gentile (nel 2017), pur con qualche limitazione strumentale e metodologica, ha pero’ il merito – scrivono i periti – di evidenziare un comportamento anomalo proprio dello strallo della pila 9 lato mare/Genova suggerendo ulteriori approfondimenti numerici e sperimentali. Di tali suggerimenti non si trova riscontro da parte del gestore almeno nei documenti esaminati”.

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